Pomigliano d’Arco presentato il libro “L’isola delle zie” di Antonio Lubrano


Il Centro di lettura “Leggimi forte” ha promosso la presentazione del romanzo “L’isola delle zie” (Ferrari Editore, novembre 2013) di Antonio Lubrano avvenuta con Ermanno Corsi, emerito Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, presso la Sala Consiliare del Comune di Pomigliano d’Arco (Na) lo scorso 13 maggio.

L’operatore culturale Pasquale Avallone ha introdotto l’incontro con i segni della gratitudine per i due illustri ospiti entrambi giornalisti e scrittori.

Antonio Lubrano in televisione dal fronte giornalistico portava per la prima la volta la difesa dei diritti dei cittadini con il suo famoso programma “Mi manda Lubrano” nello spirito di un genuino servizio pubblico. Oggi è il senso della libertà che trionfa per la via creativa dello scrittore che rende omaggio, con quest’ultima opera, alla sua Procida ed agli uomini di mare ed alle donne che qui per prime negli anni ‘50 conquistarono posto nella marineria.

Ermanno Corsi ha concluso la sua accattivante presentazione definendo “L’isola delle zie un libro attraversato da una romantica infedeltà ed il piacere di leggerlo è pari a quello di chi l’ha scritto”.

Procida, circondata dal mare e sovrastata dal cielo è il luogo dove vive, sogna e indaga Carluccio Mazzella nipote di un zio morto probabilmente ammazzato. Alla ricerca di una verità certa il giovane affronta il passato, i sentimenti, le articolate espressioni umane della propria famiglia. Il mondo degli uomini e delle donne gli si svela e rendendosi utile alla maturazione di questo personaggio.

Antonio Lubrano ha affermato che “Procida offre marinai alla marineria di tutto il mondo. Ho rappresentato la freschezza giovanile del protagonista, personaggio di 60 anni fa, su questa isola che per me fino a 18 anni è stata una sorta di carcere di mare. In quegli anni sentivo questo freno e tutta quanta la voglia di uscire. Le nostre esperienze raccontate hanno sempre una certa contraddittorietà e nel chiedermi se un tradimento fosse reale o inventato ho voluto raccontare una morte misteriosa. E richiamando un mondo popolato solo da uomini ho voluto omaggiare la prima volta delle donne nella marineria, un esempio di femminismo serio proprio originato nella mia isola”

Alla domanda posta da Antonio Castaldo su quale sia più gratificante, fra le tre esperienze professionali, di giornalista della carta stampata, di conduttore televisivo e di scrittore, Antonio Lubrano ha articolato così la sua risposta: “Ti ringrazio per la domanda che mi hai fatto perché mi dà l’opportunità di precisare che si tratta di un viaggio in tre felicità diverse. Nella prima,il giornalista trasmette notizie, è il vero mediatore per la realtà e la vita di ogni giorno, sui giornali o in tv. Ma se la linea concava permette di saltare il lettore, mirando direttamente al potere dal quale un giorno potrà venire qualche riconoscimento o gratificazione, io preferisco il tratto convesso che fa incontrare il destinatario principale, il lettore. Nella seconda, la televisione permette di godere di un’ampia popolarità in quanto riconosciuto personaggio. Nella terza, la migliore felicità, si trova quella dello scrittore perché libero da ogni condizionamento”.

Fra i presenti all’incontro letterario vi erano il Professore Vincenzo Porcaro che pure ha stimolato la riflessione alla luce della sua lettura del romanzo, il giornalista Salvatore Alligrande ed il Direttore del periodico “L’Ambasciatore”, Antonio Francesco Martignetti.

 

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