Presentazione della 69esima edizione del Festival di Ravello


L’impostazione del Festival di Ravello 2021 è stata costruita tenendo presenti alcune linee guida che vogliono essere chiaramente riconoscibili affermando, in primo luogo e secondo parametri istituzionalmente condivisi, le ragioni tutte musicali che sono alla base della storia e dell’esistenza stessa di un Festival che, mai come oggi, sente la necessità di essere volano di un turismo che per antica tradizione è per maggior parte internazionale.

Partendo, come sempre, da quel rapporto tra musica e paesaggio che rende unica  e  universalmente fruibile la rappresentazione concertistica sul palco di Villa Rufolo e mantenendo sempre presente l’aspirazione verso un livello qualitativo che pretende che Ravello, eletta città della musica, sia uno dei luoghi del mondo dove  si incontrano i maggiori esponenti della musica di tutto il mondo, si è considerato il 2021 come l’anno in cui una serie di anniversari danno lo spunto e l’opportunità per una programmazione legata al ricordo di alcune figure chiave della nostra storia.

Enrico Caruso, Igor Stravinsky, Astor Piazzolla, oltre a Dante Alighieri, a loro è dedicato il Festival di quest’anno oltre, naturalmente, alla memoria di Wagner, nume tutelare e origine delle manifestazioni musicali ravellesi.

Quando l’anno passato sono tornato alla direzione artistica del Festival, mi sono prefissato l’obbiettivo di portare a Ravello, cominciando dagli italiani, i più importanti musicisti in attività contando, anche, sulla possibilità che l’Auditorium Oscar Niemeyer offre affinché il Festival abbia la possibilità di arricchirsi della presenza di quei musicisti che normalmente non suonano all’aperto.

Se l’anno passato l’Auditorium ha visto il debutto a Ravello di Riccardo Muti e Cecilia Bartoli, quest’anno è previsto quello di Maurizio Pollini.

Sono senza dubbio i tre interpreti che più di tutti rappresentano oggi l’Italia nelle più prestigiose sedi musicali del mondo.

Ho cercato, inoltre, senza dimenticare le migliori realtà musicali della Regione, di invitare musicisti la cui presenza in Campania, e in Italia in generale, è rara o comunque poco frequente.

Concludendo: sinergie con i più importanti festival non solo italiani, valorizzazione delle migliori espressioni musicali del territorio, affermazione del progetto Ravello Città della Musica attraverso il perseguimento di obbiettivi in cui la qualità confermi la vocazione internazionale del Festival.

Nessun Commento

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

13 + 6 =

Accetto la Privacy Policy * for Click to select the duration you give consent until.

Precedente Cosmo: gusto tra fuoco, aria, acqua e terra
Questa è la storia più recente

Articoli Suggeriti

All’Università Federico II un Seminario sul tema “La Gestione delle aziende sequestrate e confiscate”

Vesu|Vìa: in mostra Gennaro Regina

Al via i casting per Il Calendario delle Studentesse 2016

Giunge in libreria “Allah Akbar – Allah è il più grande!”

CHIUDE CIBUS CON UN RECORD DI PRESENZE

“CECUBO”, il primo vino naturale di Villa Matilde