Domani, giorno di Ferragosto, mentre gran parte di Napoli si svuota verso il mare o la montagna, i suoi musei e i suoi siti archeologici terranno invece le porte spalancate.
Il Ministero della Cultura lo ha confermato anche quest’anno: castelli, ville, complessi monumentali, parchi archeologici resteranno visitabili con i consueti orari, proprio nel giorno in cui la città sembra fermarsi del tutto.
Trovo che ci sia un valore preciso in questa scelta, oltre l’ovvia convenienza turistica. Ferragosto, per tradizione, è il giorno del nulla programmato: si mangia, si dorme, ci si ferma per davvero, anche chi non può permettersi giorni di vacanza altrove trova comunque il modo di rallentare.
Tenere aperti proprio in questo giorno i luoghi della cultura significa offrire un’alternativa a chi Ferragosto lo passa in città, magari da solo, magari senza i mezzi per allontanarsi: un pomeriggio a Capodimonte, una passeggiata tra le rovine di Pompei col caldo che allenta la presa verso sera, invece delle solite quattro mura.
Mi piace pensare alla città che si divide in due, domani: chi parte e chi resta a scoprire, magari per la prima volta, proprio perché ha tempo libero e nessuna fretta, un pezzo di bellezza che normalmente rimanda sempre “a quando avrò tempo”.
A volte basta un giorno di festa vuoto per riempirlo di qualcosa di inaspettato.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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