Oggi Napoli ospita Javier Zabala, illustratore spagnolo che ha dedicato la carriera a un’arte spesso considerata minore rispetto alla scrittura, e che invece possiede una forza narrativa tutta sua: l’albo illustrato.
Due incontri gratuiti, alla Biblioteca Universitaria e poi alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri, aperti a chiunque voglia avvicinarsi al mestiere di raccontare storie attraverso segni, colori, composizioni, senza il bisogno, o con il bisogno minimo, delle parole.
Mi affascina sempre pensare a quanto lavoro di sintesi richieda un’illustrazione efficace, rispetto alla ricchezza quasi illimitata che la parola scritta può permettersi.
Un disegnatore come Zabala deve scegliere un solo istante, una sola composizione, capace di contenere un’intera emozione, un’intera svolta narrativa, mentre chi scrive può permettersi pagine e pagine per arrivare allo stesso punto.
È una disciplina della sottrazione, più che dell’aggiunta, e forse proprio per questo richiede un talento raro.
Chi oggi parteciperà a questi incontri, siano essi bambini, famiglie, ma anche adulti sarà qualcuno curioso di capire meglio un mestiere che spesso diamo per scontato sfogliando distrattamente un libro illustrato.
Dietro ogni immagine apparentemente semplice c’è sempre una scelta precisa, un pensiero narrativo che vale la pena imparare a riconoscere.
Anche questa, in fondo, è una forma di alfabetizzazione che meriterebbe più spazio di quanto le diamo di solito.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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