Vini e vignerons della Campania conquistano 52 Tre Cavatappi


Vini e vignerons della Campania conquistano 52 Tre Cavatappi, prestigioso riconoscimento attribuito alle migliori etichette selezionate dall’autorevole guida “Untold – Quello che non è stato ancora detto del vino”. Un’edizione Decanto per celebrare l’eccellenza enologica, l’essenza autentica e polifonica di un territorio unico per la sua complessità territoriale,  intreccio di tradizioni secolari e visione innovativa, regione cardine nello scenario  vitivinicolo italiano.

La Campania, ancora una volta, si presenta come una regione caratterizzata da una ampelografia ampia e diversificata, un multiforme mosaico di micro‑aree  viticole per vini di alta qualità con evidenti connotazioni di produzione stilistica.

Dall’Irpinia alla Costa d’Amalfi, dai Campi Flegrei al Sannio, fino a raggiungere il Massico, il Casertano e il Vesuvio, i vignerons campani promuovono produzioni identitarie, fortementi capaci di emozionare e presentare un territorio che, ancora una volta, esprime qualità assoluta e un solido legame alla tradizione, risaltando l’incontro tra la mano esperta del produttore e la forza espressiva del vitigno.

Un collettivo di numerosi produttori che, da generazioni, mettono in risalto il profondo legame tra vitigno e terroir: l’ Irpinia con bianchi longevi e rossi strutturati, Costa d’Amalfi e Campi Flegrei vini freschi e vibranti, figli del mare e dei suoli vulcanici; Sannio, con Falanghina e Aglianico in chiave più contemporanea; Massico e Casertano custodi del Falerno e di vitigni rari e il comparto del Vesuvio, con produzioni vinicole espressione di un territorio estremo.

La Campania, ancora una volta, unisce in un’unica narrazione un paesaggio geograficamente diversificato, con coste assolate, colline ventilate e montagne austere, una regione che preserva tradizione e continua a valorizzare una coerenza stilistica e dettagliate sfumature.

La selezione dei Migliori vini della Campania – Untold 2026, dunque, conferma la regione terra del vino e di cultura, capace di unire storia, paesaggi e comunità in un patrimonio sensoriale unico.

L’annata corrente ha mostrato grande equilibrio: i bianchi delle annate 2023 e 2024 esprimono freschezza e tensione acida, mentre i rossi delle annate 2019 e 2017 confermano longevità e complessità.

Le degustazioni di questa edizione hanno messo in evidenza alcune linee chiare: i bianchi campani di punta Fiano, Greco di Tufo, Falanghina hanno mostrato una crescente precisione aromatica e una caratterizzante verticalità gustativa che ne consolida il ruolo tra i grandi bianchi italiani.

I ROSSI

I rossi a base Aglianico si sono presentati coerentemente per struttura e longevità, mantenendo nelle annate giovani freschezza e immediatezza; cresce, invece, l’attenzione verso vitigni autoctoni rari come Pallagrello e Tintore, testimonianza di una viticoltura che sperimenta senza smarrire le radici.

Dall’Irpinia alla Costa d’Amalfi, dai Campi Flegrei al Sannio, fino al Massico, al Casertano e al Vesuvio, la Campania  continua a custodire il solido legame tra vitigno e terroir.

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