Il documentario “Cronaca di un crimine”, in onda venerdì 11 settembre alle 23.25 su Rai 2 e successivamente disponibile su RaiPlay, ripercorre una delle pagine più oscure della cronaca nera italiana. Prodotto da Rose Production in collaborazione con Rai Documentari, il progetto è diretto e ideato da Fabrizio Silvestri, che ne ha curato la sceneggiatura insieme a Walter Garibaldi.
Al centro del racconto si colloca la drammatica vicenda criminale di Cesare Serviatti, noto alle cronache come il “Barbablù del Tevere”. Tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, Serviatti mise in atto una scia di delitti tra Roma, il Lazio, La Spezia e Napoli, adescando donne sole e vulnerabili attraverso annunci matrimoniali. Dopo aver conquistato la loro fiducia promettendo un futuro insieme, l’uomo si impossessava dei loro risparmi per poi ucciderle.
Le indagini presero il via nel novembre del 1932 con lo sconvolgente ritrovamento di tre valigie contenenti i resti smembrati della trentanovenne Paola Gorietti, abbandonate su treni diretti a Roma e Napoli. La risoluzione di questo caso permise agli inquirenti dell’epoca di attribuire a Serviatti anche l’omicidio di un’altra cameriera, Bice Margarucci, i cui resti erano stati rinvenuti due anni prima sul litorale laziale, tra Ostia e Santa Marinella.
Oltre alla ricostruzione dei fatti, l’opera offre una profonda riflessione sociale e storica sull’Italia fascista. Il documentario evidenzia infatti come i pregiudizi e l’isolamento a cui erano condannate le donne dell’epoca abbiano facilitato l’azione del predatore, tracciando un inevitabile parallelismo con le dinamiche della violenza di genere contemporanea. L’analisi del contesto è affidata a un autorevole panel di esperti, tra cui la sociologa Liliosa Azara, lo storico Mauro Canali e gli studiosi Armando Palmegiani, Fabio Sanvitale e Vincenzo Maria Mastronardi, già autori del volume investigativo “Sangue sul Tevere”.
UFFICIO STAMPA
Maria Consiglia Izzo


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