Al Theatron di Portici lo spettacolo di Manovalanza inaugura il nuovo anno


Sabato 10 gennaio alle ore 20.30 e domenica 11 gennaio alle ore 18.30 riprende la programmazione del Theatron di Portici (via Michelangelo Naldi 19, Portici – NA) con il debutto assoluto di  Alterità, uno spettacolo di Manovalanza, di e con Adriana Follieri e Pasquale Termini, liberamente tratto dal racconto Difunta Correa di Camilla Sosa Villada Grazie: un viaggio visionario tra le voci del sud del mondo, in equilibrio fra realtà e magia, amore e terrore, desiderio e lotte, melodie sudamericane e yerba mate. Il disegno luci è curato da Davide Scognamiglio, gli elementi di scena da Emanuele Perelli e Giulio Pastore, il paesaggio sonoro da Carla Pastore e Pasquale Termini, con il suono di Francesco Troise. Il costo del biglietto intero è di 10 euro, acquistabile al botteghino un’ora prima dell’inizio dello spettacolo, in base alla disponibilità, oppure online sul sito www.azzurroservice.net. Per informazioni e prenotazioni: 339 1028777; [email protected]

Alterità prende avvio da un viaggio nel deserto argentino: Don Sosa e La Grace, a bordo della loro Renault 18 sgangherata, attraversano una terra aspra e simbolica con una scorta di mate, scones e panini con la cotoletta per raggiungere il santuario di Vallecito. La meta è la Difunta Correa, santa popolare collocata ai margini della religione istituzionale, alla quale i due genitori si rivolgono per chiedere un miracolo. La loro preghiera è rivolta alla figlia trans, che temono sia finita in giri pericolosi: desiderano per lei una “grazia” che la riporti su una strada ritenuta giusta, un lavoro rispettabile, una vita al riparo dai guai.

Il miracolo, però, arriva in una forma inattesa e profondamente sovversiva. La figlia di Don Sosa e La Grace debutta a teatro con lo spettacolo Carnes molenda: non viene trasformata in ciò che gli altri vorrebbero, ma trova finalmente la propria voce. Alterità racconta così un prodigio che non normalizza, ma libera, restituendo alla protagonista gli strumenti per affermare sé stessa con maggiore forza e consapevolezza. Lo spettacolo diventa un’indagine poetica e politica sul tema dell’identità, del desiderio e dello sguardo altrui, mettendo in discussione l’idea stessa di salvezza e aprendo uno spazio scenico in cui l’alterità non è un problema da risolvere, ma una ricchezza da ascoltare.

UFFICIO STAMPA

Antonella D’Arco

Photo di Davide Scognamiglio

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