‘A machina ca nun po’ cchiù passà


Da oggi, 19 ottobre, e fino al 31 marzo 2027, chi guida in città un’auto Euro 0, Euro 1, o un diesel fino a Euro 5 dovrà fare i conti con un nuovo blocco della circolazione, attivo nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30.

Le disposizioni adottate dal Comune di Napoli rientrano tra le azioni per l’adozione di misure finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria e alla riduzione delle emissioni climalteranti e inquinanti.

Una misura che si ripete ogni autunno, quando l’aria si fa più stagnante e la qualità respirata in città peggiora sensibilmente, ma che ogni volta porta con sé lo stesso mix di comprensibile necessità ambientale e altrettanto comprensibile fastidio per chi, quell’auto vecchia, non può permettersi di cambiarla dall’oggi al domani.

Trovo che ci sia una tensione reale, mai del tutto risolta, dietro misure come questa.

Da un lato, la qualità dell’aria è un diritto collettivo che riguarda tutti, specialmente chi vive nei quartieri più trafficati e respira ogni giorno quello smog che le auto più vecchie producono in quantità sproporzionata.

Dall’altro, c’è la realtà concreta di tante famiglie per cui un’auto datata non è un vezzo, ma l’unico mezzo economicamente accessibile per muoversi e un blocco come questo, senza adeguate alternative di trasporto pubblico o incentivi reali alla rottamazione, rischia di pesare proprio su chi ha meno margine di manovra.

La vera sfida, dietro ogni ordinanza di questo tipo, non è semplicemente vietare, ma è quella di accompagnare quel divieto con strumenti concreti perché la transizione non diventi un ulteriore peso per chi già fatica.

L’aria più pulita è un obiettivo giusto e sacrosanto. Ma la giustizia ambientale, per essere davvero tale, deve guardare ed aiutare chi rischia di restarne escluso.

Buona pausa caffè!

Elena Simonetti

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