Il “Luddite Club”


Ci credereste se vi dicessi che un gruppo di ragazzini, generazione Z, stanno creando un movimento che li vede lontani dai social e dalla perenne presenza online?

Impossibile direte voi, siamo abituati a vedere i nostri figli con il capo chino sul cellulare immersi in quella luce blu dello schermo, anche in piena notte, insensibili a discorsi e consigli.

Invece si! Tutto è partito da Logan Lane, una studentessa diciassettenne di New York, che si è ispirata al luddismo, il movimento operaio nato in Inghilterra ai primi dell’Ottocento, dal gesto dell’operaio tessile Ned Ludd, che distrusse un telaio meccanizzato come gesto di protesta contro l’industrializzazione.

I ragazzi suddetti (per ora pare siano solo 25), si sono resi conto di essere schiavi del digitale e si sono voluti disintossicare dal telefono e dai social. Logan ha scoperto di essere più libera soprattutto dall’ansia dei like. Il Club si riunisce la domenica al parco, senza sentirsi prima, per scrivere lettere, leggere, ascoltare la natura, o perché no, stare in silenzio, interagire quindi face to face con gli amici e non attraverso messaggini e/o emoji.

Mi ricorda molto le riunioni al “muretto” della mia adolescenza quando ti presentavi nel posto scelto dalla “comitiva” e speravi che ci fossero anche tutti gli altri… e puntualmente, ad uno ad uno, arrivavano tutti per ridere e scherzare e parlare del futuro.

Che dite sarà anche questa una moda passeggera? Io spero invece che prenda piede anche per i ragazzi nostrani che hanno bisogno di vivere la vita vera e non quella virtuale, magari sorseggiando un buon caffè tutti insieme!

Buona pausa caffè!

Elena Simonetti

 

 

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