Stamattina alle 9:30 mattina Piazza del Plebiscito ospiterà la manifestazione di Coldiretti Campania contro l’aumento dei costi di produzione agricola e del gasolio necessario a trattori, serre, impianti di irrigazione.
Una protesta che arriva nel momento peggiore possibile o forse migliore, a seconda di come la si guarda, proprio mentre la città fa ancora i conti con gli effetti della crisi di approvvigionamento che ieri ha fermato autobus e minacciato i traghetti per le isole, e mentre gli autotrasportatori hanno annunciato blocchi per altri dieci giorni, con la raccolta rifiuti ormai a rischio.
Quello che colpisce, osservando questi giorni concatenati, è come un problema apparentemente tecnico, una carenza di carburante, un rincaro dei costi, riesca a propagarsi rapidamente attraverso settori completamente diversi tra loro: i trasporti pubblici, l’agricoltura, la logistica, fino alla gestione dei rifiuti urbani.
È la prova di quanto la nostra quotidianità dipenda da una filiera fragile, fatta di anelli che, quando uno si spezza, trascinano con sé tutti gli altri. Infatti molti supermercati, soprattutto al sud, hanno già tantissimi scaffali vuoti.
Mi chiedo, osservando agricoltori e camionisti scendere in piazza nello stesso periodo, quanto queste proteste separate, ciascuna con le proprie rivendicazioni specifiche, ciascuna raccontata come notizia a sé, stiano in realtà segnalando lo stesso problema di fondo, solo visto da angolazioni diverse.
Quando il carburante manca o costa troppo, non è mai un problema isolato: è un problema che attraversa, silenziosamente, ogni ingranaggio della vita quotidiana di una regione intera.
E’ un problema che riguarda tutti noi.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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