Oggi, nelle stanze della Commissione comunale Sport e Pari Opportunità, si approfondisce una proposta che merita attenzione anche fuori dai palazzi istituzionali: la realizzazione e gestione di una nuova arena multifunzionale per sport ed eventi, battezzata “AreNapoli“, presentata da un privato secondo le procedure previste per i progetti di interesse pubblico.
Una struttura che, se andasse in porto, aggiungerebbe alla città uno spazio capace di ospitare concerti, eventi sportivi, manifestazioni di grande scala, qualcosa che Napoli, a differenza di altre grandi città italiane, non possiede ancora in forma moderna e dedicata.
Trovo che valga la pena seguire con attenzione proposte come questa, non tanto per l’entusiasmo quasi automatico che certi annunci di grandi opere suscitano, quanto per le domande che inevitabilmente portano con sé: dove sorgerà, quale area della città ne beneficerà, quali saranno i costi reali per le casse pubbliche e quali le ricadute occupazionali e di indotto.
(Indiscrezioni parlano del nuovo palazzetto dello sport e delle arti multifunzionale che sorgerà a Poggioreale, nell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo, a ridosso del Centro Direzionale. L’opera prevede un investimento interamente privato di circa 84 milioni di euro in regime di project financing).
Le grandi infrastrutture, quando funzionano, trasformano davvero il tessuto urbano; quando restano a metà, diventano invece i soliti scheletri di cemento che punteggiano troppe periferie italiane.
Napoli, reduce da un anno di grandi eventi, dall‘America’s Cup alle celebrazioni per i 2500 anni della città, sta davvero provando a dotarsi di infrastrutture all’altezza delle proprie ambizioni, invece di vivere solo di eventi temporanei destinati a sparire.
Ma, come sempre in questi casi, sarà il tempo e la concretezza dei fatti, non degli annunci a dirci se questa sarà una buona notizia o solo un’altra promessa.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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