Stasera il Teatro di San Carlo chiude la propria stagione d’opera con l’ultima recita de “La Cenerentola” di Rossini, e lo fa con un debutto che merita di essere raccontato più del semplice calendario artistico: sul podio sale per la prima volta Speranza Scappucci, a guidare orchestra e coro di uno dei teatri lirici più antichi al mondo.
La regia porta la firma di Damiano Michieletto, con scene di Paolo Fantin e costumi di Agostino Cavalca.
Questo debutto è da sottolineare perché, la direzione d’orchestra resta, ancora oggi, uno degli ambiti artistici più resistenti al cambiamento in termini di presenza femminile: un podio che per secoli ha visto quasi esclusivamente uomini, e che solo negli ultimi anni ha iniziato, lentamente, ad aprirsi.
Che accada proprio al San Carlo, teatro che porta nel nome stesso secoli di tradizione e di conservatorismo artistico, aggiunge un significato ulteriore a questa serata.
C’è poi una coincidenza quasi troppo perfetta nel titolo scelto per chiudere la stagione: Cenerentola, storia di un riscatto che arriva nonostante tutto sembri remare contro, affidata questa sera a una direttrice che, a sua volta, sta scrivendo il proprio capitolo di riscatto professionale in un ambiente storicamente poco accogliente.
Non so se Rossini avrebbe apprezzato la lettura, ma trovo che il parallelo valga la pena di essere raccontato.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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