Oggi, lunedì, scadeva lo sconto sulle accise sul gasolio che il governo aveva prorogato nei mesi scorsi e che oggi proroga ancora per soli altri 2 giorni… taglio che, va detto onestamente, il rincaro dei prezzi alla pompa ha già ampiamente riassorbito nelle ultime settimane.
Dal 27 agosto, quindi, la palla passa alla premier Giorgia Meloni, che dovrà decidere se prorogare ulteriormente la misura: per farlo, però, servono nuove coperture finanziarie.
È una vicenda che sembra tecnica, accise, coperture, extragettito, ma che tocca in realtà una delle poche questioni economiche in cui destra e sinistra faticano davvero a distinguersi: il costo del pieno di carburante riguarda allo stesso modo il pendolare del Nord e la famiglia campana che deve rientrare dal mare, l’artigiano con il furgone e chi si sposta ogni giorno per lavoro.
Proprio nel primo weekend di controesodo dopo Ferragosto, con le strade piene di chi rientra dalle vacanze, il tempismo della scadenza non potrebbe essere più delicato.
Quello che mi interessa, osservando anche come fruitrice, è capire quanto ancora reggerà questo tipo di intervento-tampone, ripetuto ormai da anni ogni volta che i prezzi salgono: uno sconto temporaneo, prorogato all’ultimo, che il mercato finisce puntualmente per riassorbire.
La cosa che salta agli occhi poi è il caos dei prezzi a litro, che variano da distributore a distributore, anche a soli pochi metri di distanza: c’è chi fa chilometri per andare dove costa meno, vanificando quindi l’obiettivo iniziale di risparmio.
Forse la vera domanda politica, più che “prorogare o no”, dovrebbe essere se esista una strategia più strutturale sul costo dell’energia, ma quella, temo, richiede un respiro più lungo di una singola proroga estiva.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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