Al cinema un “Manuale sull’Alzheimer” con Leo Gullotta


Leo Gullotta in Lettere a mia figlia

Il docufilm “Lettere a mia figlia, manuale sull’Alzheimer”, anticipato dal pluripremiato cortometraggio e dall’omonimo libro (Cinema Edizioni), racconta la malattia in poco meno di un’ora attraverso quattro capitoli, come un vero manuale. «Un tema importante, un atto di solidarietà affettiva, verso chi ne ha bisogno». Sono le parole dell’attore Leo Gullotta, volto della parte di finzione del progetto. Allo spaccato di ricostruzione di finzione della patologia si alternano interviste a ricercatori, studiosi, medici, istituzioni ma anche operatori e pazienti raccolte negli ultimi cinque anni dal regista e autore Giuseppe Alessio Nuzzo. L’opera verrà presentata alle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento con proiezione in anteprima venerdì 7 dicembre alle ore 20.30 al Cinema Teatro Tasso.

SINOSSI. Un viaggio alla scoperta della cura dell’Alzheimer per approfondire la conoscenza attraverso la potenza delle immagini. Da nord a sud, da ovest ad est, il regista Giuseppe Alessio Nuzzo per cinque anni viaggia, osserva, impara quella malattia che ha visto da vicino per tanto tempo ma che non conosceva, che non ha mai voluto conoscere. Un vero manuale, diviso in quattro capitoli, in cui interviste a ricercatori, studiosi, medici, istituzioni ma anche operatori e pazienti si alternano alla fedele ricostruzione di finzione che ha come volto quello dell’attore Leo Gullotta.  Il docufilm è stato anticipato dall’omonimo cortometraggio pluripremiato in tutto il mondo, menzione speciale ai Nastri d’Argento, primo premio al Giffoni Film Festival e premio Ettore Scola alla Casa del Cinema di Roma.

LA STRUTTURA. Il docufilm, prodotto da Paradise Pictures, si compone di una parte di finzione e una di racconto del reale che camminano parallele per l’intera durata dell’opera. Cinquantadue minuti divisi in quattro capitoli (La malattia, Le caratteristiche, L’assistenza, La cura) che approfondiscono la conoscenza attraverso le forti e potenti emozioni delle immagini.

LE INTERVISTE. Il racconto del docufilm è arricchito da numerose interviste ed immagini del reale raccolte negli ultimi cinque anni di attività del regista e autore Giuseppe Alessio Nuzzo. Marco Trabucchi, tra i massimi ricercatori e studiosi della patologia in Italia, docente universitario e direttore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatricadirettore scientifico del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Bresci, Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, Marco Predazzi, medico e responsabile del progetto Hotel Alzheimer di Gallarate, ma anche operatori, pazienti.

LA FINZIONE. «Raccontare di una malattia così delicata non è facile – dichiara il regista partenopeo, già direttore generale del Social World Film Festival – Ho ritenuto necessario far trasparire sin dai primi script il rispetto della dignità della persona in quanto tale cercando collaborazione nella stesura della sceneggiatura da parte di scienziati ed esperti in materia. “Lettere a mia figlia, manuale sull’Alzheimer” è stato per me, e lo è ancora, un percorso di vita».

Al racconto del cinema del reale si alterna, in maniera parallela, la ricostruzione di finzione. «La storia che si racconta è quella di un uomo che ha vissuto la sua vita gioiosa in famiglia con la moglie e la bambina che diventerà presto donna – racconta Gullotta, protagonista del segmento di finzione – In questo percorso lo aggredisce la malattia che porterà lui e la sua famiglia ad attraversare un dolore quasi “cosciente”».

Il docufilm è stato anticipato dall’omonimo cortometraggio, girato tra Napoli e provincia; nelle oltre duecento proiezioni ha ottenuto oltre sessanta riconoscimenti tra cui la menzione speciale ai Nastri d’Argento, miglior cortometraggio al Giffoni Film Festival e premio Ettore Scola alla Casa del Cinema di Roma. Protagonista è Leo Gullotta nei panni di un anziano padre che scrive delle lettere alla figlia nel tentativo di spiegare la sua malattia: «Un corto che serve a far entrare chi guarda in questa piccola storia di una malattia terribile, l’Alzheimer».

L’AUTORE. Giuseppe Alessio Nuzzo (classe 1989) studia cinema e organizzazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, regia alla National Film e Tv School di Londra e si laurea con massimi voti all’Università della Campania Luigi Vanvitelli in odontoiatria con una tesi sperimentale a Los Angeles dal tema “L’odontoiatria nel cinema e lo spettacolo”. È fondatore e direttore generale del “Social World Film Festival”, la mostra internazionale del cinema sociale, per il quale ha curato 37 eventi internazionali in 27 città dei 5 continenti. Nel 2011 è tra le dieci eccellenze del cinema giovane italiano a Los Angeles e giurato ufficiale al Festival, ora Festa, del Cinema di Roma. Nel 2013 ha ideato e fatto realizzare il primo ed unico monumento al cinema in Italia, “The Wall of Fame” a Vico Equense; nello stesso anno è sua l’idea di istituire un Museo/Mostra permanente del cinema del territorio e della Penisola Sorrentina. Ha diretto e prodotto numerosi documentari, cortometraggi e spot per i quali ha ricevuto importanti premi tra cui Ia menzione speciale ai “Nastri d’Argento”, il primo premio al “Giffoni Film Festival” e il Premio “Ettore Scola” alla Casa del Cinema di Roma. Nel 2015 è autore dell’antologia “Cinema e sogno” (Pulcinella Editore) definita “monumentale” dallo storico presidente dei David di Donatello, Gian Luigi Rondi, che ne ha curato la prefazione. Nel 2017 esce al cinema il suo primo lungometraggio, il thriller psicologico “Le verità”, vincitore del Gran Premio della Critica al Siena Film Festival; l’edizione home video del film è raccolta nell’omonimo romanzo (Cinema Edizioni).

Per ulteriori info www.paradisepictures.it/manualesullalzheimer

 

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