Il Co.I.S.P replica ai commenti sulla manifestazione di stamattina a Ferrara


“Leggiamo letteralmente allibiti, in queste ore, macroscopiche mistificazioni della realtà e non poche falsità in merito alla manifestazione che abbiamo fatto questa mattina a Ferrara, per le quali chiediamo ai sensi della legge sulla stampa precise e dovute rettifiche. Per non parlare dei commenti assolutamente strumentali e fondati sull’assoluta ignoranza di quanto è avvenuto in Piazza Savonarola o, peggio, sulla più totale cattiva fede di chi li ha fatti sputando veleno su persone che legittimamente, pacificamente, silenziosamente e rispettosamente hanno realizzato un’iniziativa preparata da tempo e largamente resa nota a tutti. Questi interventi dell’ultima ora sono stati preordinati al solo fine di stravolgere la verità e di attaccare il Sindacato che da mesi si batte per portare all’attenzione di tutti problematiche serie, cercando il confronto pubblico e ricevendo, nella maggior parte dei casi, ampio consenso. Temiamo che di tutto quanto scriviamo non sarà pubblicato nulla, o saranno rese note le solite tre parole ritagliate ad arte per farci dire cose che non sosteniamo, e farci passare per dei mostri, ma riteniamo invece che ci sarebbe dovuta un po’ di correttezza, senza parlare del fatto che è un nostro preciso diritto che le notizie false ed errate vengano rettificate”.

Arriva immediata la replica di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le numerose notizie riportate dai media a proposito del sit-in svoltosi oggi in Piazza Savonarola, a Ferrara, nell’ambito delle varie iniziative organizzate in occasione del Congresso Regionale del Coisp dell’Emilia Romagna, preceduto anche da un incontro pubblico sul tema “Poliziotti in carcere, criminali fuori, la legge è uguale per tutti?”, svoltosi alla “Sala Estense” – Circolo dei Negozianti – Palazzo Roverella, che ha preso spunto dalla vicenda dei poliziotti condannati per eccesso colposo a seguito del decesso di Federico Aldrovandi, cui sono state negate misure alternative al carcere nonostante la legge preveda che la pena di sei mesi che resta loro non venga scontata dentro Istituti penitenziari.

“Abbiamo letto cose a cui stentiamo veramente a credere – aggiunge Maccari -. Addirittura che il nostro sit-in fosse improvvisato, come espressamente scritto dall’Ansa. Noi abbiamo chiesto e ottenuto le dovute autorizzazioni da una settimana, e tutti sapevano bene cosa avremmo fatto. Non sapevamo neppure che la madre di Federico Aldrovandi, Patrizia Moretti, lavorasse in Comune o che il suo ufficio fosse in piazza Savonarola. Non abbiamo minimamente pensato di manifestare contro di lei, né di provocare chicchessia, anzi….abbiamo invitato pubblicamente la signora Moretti ad intervenire al confronto pubblico, perché tutti potessimo ascoltarci a vicenda e capire chi avesse da dire cosa. Abbiamo spiegato in ogni modo che il nostro obiettivo è sempre stato aprire il dibattito su tematiche strettamente connesse al nostro lavoro e, soprattutto nelle ultime settimane, sul fatto che i colleghi coinvolti nel caso Aldrovandi sono stati mandati in carcere come in Italia non capita a nessuno di quelli cui sono mosse contestazioni colpose e nonostante che la stessa legge preveda che non devono starci, tant’è che Monica Segatto è stata mandata ai domiciliari in virtù del cosiddetto ‘svuota-carceri’. E’ stato scritto che abbiamo avuto un comportamento offensivo contro la Moretti che oggi è scesa in strada a fare un contro sit-in, questo sì improvvisato, sventolando come un’arma la foto del figlio morto che fra l’altro non fu ammessa al processo perché ritenuta non veritiera, che abbiamo abbassato lo sguardo, voltato le spalle, e che ce ne siamo andati quasi dovessimo scappare come ladri. Tutto falso. Siamo stati noi i destinatari di invettive, siamo stati noi a non raccogliere le evidenti violente provocazioni lasciando cadere nel vuoto i tentativi di cacciarci e non alimentando in alcun modo l’evidente tensione che altri hanno portato in piazza, e siamo andati via all’orario stabilito per recarci presso la sede dove si è svolto il dibattito pubblico già programmato secondo un calendario ben preciso. Un dibattito che è stato largamente seguito e partecipato, e questo dovrebbe far riflettere…”.

“Ma quello che ci sconvolge di più – insiste Maccari – sono certamente i commenti falsi ed ipocriti di alcuni. Sul mio personale incontro con il Sindaco, Tiziano Tagliani, abbiamo letto l’apoteosi della falsità. Che l’avremmo aggredito ed allontanato, addirittura. Abbiamo parlato civilmente ed è stato lui ad investirci di offese e imprecazioni quando gli abbiamo fatto notare che mentre noi non sapevamo neppure che la Moretti lavorasse là, lui invece sapeva del sit-in da giorni, e che non si capisce proprio perché solo stamattina, a manifestazione ormai avviata, ha tentato di cacciarci dalla Piazza. Perché non ci ha cercati prima per trovare una giusta sintesi sulle rispettive posizioni, ed anzi studiare insieme il modo migliore di muoversi nell’interesse della verità, della pace, del rispetto e nell’interesse delle Istituzioni di cui oggi tanto parla? Il suo sdegno per la nostra iniziativa è falso e meschino quanto il suo accenno al ‘lavoro di riappacificazione’ che da tempo a suo dire si starebbe svolgendo a Ferrara con la Questura, e inutile quanto la sua velata minaccia di rivolgersi alla Prefettura perché certe manifestazioni non si tengano più. Caro Sindaco, siamo in democrazia anche se forse a lei ed a qualcun altro la cosa non è molto congeniale, e manifestare pacificamente non è contro la legge, è solo contro le aspirazioni vagamente autoritaristiche di certe persone. Quanto al lavoro di ‘ricucitura’ di cui parlano il Primo cittadino e la stessa signora Moretti, non ci pare che la campagna d’odio contro le Forze dell’Ordine e la vera e propria istigazione alla violenza che ha prodotto precisi attacchi contro di noi e lo Stato rimasti indelebili sui muri della città siano stati una bella idea… Per quella riappacificazione e quei necessari chiarimenti noi lavoriamo da sempre, e come in ogni altra parte d’Italia, lo abbiamo fatto coraggiosamente anche a Ferrara”.

“Comunque – conclude Maccari -, poiché sospettiamo che l’evidente presa di posizione della maggior parte degli operatori dell’informazione non ci consentirà un legittimo spazio per dire la nostra (non abbiamo visto pubblicato quasi nulla delle nostre ampie comunicazioni in tutta questa lunga vicenda), metteremo in rete (www.coisp.it) tutti i 45 minuti della manifestazione di stamattina, così chi vorrà potrà vedere come sono andate veramente le cose, senza affidarsi a racconti, descrizioni e commenti totalmente, irrimediabilmente e tragicamente fasulli”.

E con assoluta e caparbia ricerca di dialogo, ribadiamo a chiunque, anche ai sordi, che alla madre di Aldrovandi non mancheremmo di rispetto nemmeno sotto tortura! Chi invece usa questa vicenda per altri scopi, li prenderemmo volentieri a calci per quanto vigliacchi, strumentalizzatori, cinici e indecorosi si sono dimostrati.

Co.I.S.P

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