A Napoli svolto il congresso: “Senologia Oncologica e Ricostruttiva. Focus on: le diagnosi ed i trattamenti difficili”


La seconda edizione dell’atteso congresso “Senologia Oncologica e Ricostruttiva. Focus on: le diagnosi ed i trattamenti difficili” si e’ svolta  il 27 e il 28 ottobre a Napoli presso il Centro Congressi Federico II in via Partenope: promosso e presieduto dal professor Alfredo Borriello Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell’Ospedale del Mare e dal Dottor Antonio Marano Direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Chirurgia Senologica dell’Ospedale del Mare, il convegno ha divulgato  le più recenti conoscenze nel trattamento delle neoplasie della mammella. Intervistiamo il dr. Borriello sulle situazioni più complicate o difficili ma che sono di quotidiano riscontro nelle Breast Unit.

Dr. Borriello, questo convegno è stato molto importante perché ha riunito  tutti i senologi e chirurghi plastici ricostruttivi della Campania ma non solo, vero?
“Sì, oltre ai chirurghi della Federico II e dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, hanno partecipato ai nostri panel anche i maggiori esperti nazionali che vengono da tutte le parti d’Italia, dalle università di Roma, di Bari e da altre ancora: un parterre di altissimo profilo e di assoluto prestigio e abbiamo dato spazio per l’approccio psico-oncologico nonchè per le associazioni di volontariato, tra cui Komen Italia”.

Può indicarci i punti basilari che dono stati discussi durante il convegno?
“Ci diamo soffermati esaurientemente sulle Tecniche Ricostruttive che mettiamo in essere all’Ospedale del Mare; in particolare, ci siamo focalizzati innanzitutto sulla scelta della tipologia di ricostruzione più idonea da effettuare in base alle condizioni del paziente, alle sue condizioni cliniche e alle caratteristiche dei suoi tessuti. Poi abbiamo illustrato come trattare i casi sottoposti a radioterapie perchè questi possono presentare varie difficoltà.”

Può precisare quali?
“Per quanto sia necessaria e vivamente consigliata in alcuni casi (all’incirca il 30% degli interventi di mastectomia e immediata ricostruzione), la radioterapia – che distrugge le cellule cancerogene, limitando la possibilità di un ritorno del tumore e la conseguente aliquota di morti correlate – presenta delle complicanze di media entità (e in percentuali diverse, relativamente all’utilizzo di protesi, lembi o espansori) che incidono sul risultato estetico ma che sono sanabili attraverso cure di supporto. Raramente, si possono verificare anche complicanze severe che richiedano un nuovo intervento sulla mammella.”

Quindi, in merito agli effetti della radioterapia sul seno ricostruito, come potete rassicurare le pazienti che devono sottoporsi all’intervento? Quali soluzioni potete indicare per ridurre queste possibili complicanze?
“Oggi la chirurgia oncologica è di gran lunga meno ‘demolitiva’ che in passato: il nostro obiettivo è quello di massimizzare il risparmio dei tessuti sani (OAR) grazie all’utilizzo di tecniche di ultimissima generazione tra cui la radioterapia volumetrica ad arco (VMAT) e la radioterapia a intensità modulata (IMRT). Inoltre, nella maggioranza dei casi, riusciamo a diminuire la dose di radio da somministrare attraverso schemi di ‘ipofrazionamento’ che consentono di aumentare la selettività spaziale del trattamento”.

Quale atteggiamento clinico va adottato durante il colloquio preliminare con le pazienti?
“E’ di grande importanza – nel rapporto chirurgo/ paziente – dedicare tempo all’informazione sulla ricostruzione del seno dopo la mastectomia perchè bisogna rispondere a svariati interrogativi, dissipare dubbi, essere completamente sinceri e fornire indicazioni precise per aiutare le pazienti ad affrontare sia l’intervento che il prosieguo: infatti, sono rilevanti i danni che può provocare a livello psicologico un’immagine corporale distorta, quando la paziente subisce l’asportazione parziale o totale del seno e non riesce a superare l’incubo della malattia perché la menomazione subita gliela ricorda quotidianamente davanti allo specchio.”

L’Ospedale del mare è un centro di riferimento per la ricostruzione mammaria dove avete concretizzato un percorso multidisciplinare complesso, per seguire a 360°le donne affette da tumore al seno, a cui prendono parte senologi, chirurghi plastici, psicologi, radiologi senologi, insomma un team di enorme valenza: quali altri aspetti di vostra competenza sono stati esaminati durante il congresso?
“I vari relatori hanno parlato di lesioni B3, Carcinomi Lobulari, Recidive Loco-regionali mentre le sessioni di Chirurgia Ricostruttiva sono state animate da 2 principali argomenti, ovvero ‘Tailored Breast reconstruction’ che indica come scegliere la migliore strategia ricostruttiva per ogni paziente e poi il ‘Management delle ricostruzioni difficili’: il dottor Marano ha illustrato le metodologie con cui lui e la sua équipe operano per preservare l’aureola del capezzolo quanto più è possibile, limitando l’asportazione della cute e facilitando la ricostruzione mammaria. Ad essa provvederanno le protesi di ultima generazione, l’utilizzo del lipofilling che rimpolpa i volumi e di reti biologiche che forniscono ulteriore supporto per una ricostruzione sempre più performante affinchè entrambi i seni appaiano uguali dopo l’operazione ricostruttiva.”

Laura Caico

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