A un passo dal secolo. La quasi centenaria friggitoria – pizzeria – trattoria Da Pasqualino – che esiste dal 1928 ma è ‘certificata’ con autorizzazione della questura (come si usava allora) dal 1931 – oggi come ieri, ristora gli amanti della tradizione napoletana alla ricerca proustiana dei sapori perduti, delle atmosfere accoglienti, del calore familiare del cibo preparato con amore e servito fumante sulle tavole imbandite. Situata a due passi dalla Stazione centrale – in Via Santa Maria delle Grazie a Loreto 45 – la friggitoria delle “Gallifuoco women’s” è diventata meta quasi obbligata anche per i viaggiatori in partenza e in arrivo, ospitati nei B&B della zona Case Nuove e desiderosi di assaporare la napoletanità gastronomica tanto decantata nel mondo. Non solo pizza però….
Specialità storica del locale, infatti, è la ‘pizza fritta’ resa iconica da una procace e ammiccante Sophia Loren che nell’episodio “Pizze a credito” del film L’oro di Napoli (1954), diretto da Vittorio De Sica la preparava in strada, sporgendosi dal banco di vendita della pizzeria d’asporto, sorvegliata a vista dal gelosissimo consorte Rosario.
Declinata al femminile, la tavola calda fondata dal nonno Pasqualino e a lui ancora intitolata, mostra all’esterno una lucente targa che attesta le nuove generazioni che ne hanno preso il timone, dal figlio Giovanni alla nuora Annamaria Mazzotta e alle tre nipoti, le gemelle Fiorinda e Angela con la sorella Lella Gallifuoco (attualmente supportate anche dalla new entry delle pronipoti Antonella ed Emanuela).
Come un faro luminoso che si irradia da Via Marina fino a Piazza Garibaldi, “Da Pasqualino” offre la sensazione di poter recuperare il bello e il buono del passato gustando piatti storici: qui si possono fare colazioni dolci con caffè, graffe e pasticciotti all’amarena o salate con focacce, rustici e mozzarelle in carrozza. A pranzo la trattoria propone ‘marenne’ ripiene di polpette o parmigiane, pasta e patate con la provola, pasta e fagioli con le cozze, ziti tagliati con la genovese: la sera apre la pizzeria che sforna specialità di ogni tipo dalla ‘Savarese’ alla Marinara, dalla Mortadì alla Margherita Ombra, dalla Cosacca alla Salsiccia e Friarielli, ben descritte dal giornalista gastronomico Luciano Pignataro nel gradevolissimo libro “Le pizzerie storiche di Napoli – Viaggio nell’anima della città” presentato in una fantastica serata a tu per tu con la famiglia Gallifuoco, in concomitanza con il compleanno della pizzaiola Lella giornalista e del direttore de “La Buona Tavola” Renato Rocco organizzatore dell’incontro. Al tavolo dei conversatori – brillantemente moderati da Rocco che ha introdotto la serata e ha compiutamente illustrato la storia del locale – oltre all’autore, ecco il presidente dell’Associazione “Le Centenarie” Gennaro Luciano titolare dell’accorsata pizzeria ‘Gorizia’, la giornalista enogastronomica Giulia Cannada Bartoli autrice della descrizione di un trittico di pizzerie inserite nel volume e il presidente della Camera di Commercio di Napoli Ciro Fiola, nativo della zona e amico fraterno (oltre che parente) della famiglia Gallifuoco: ognuno di loro ha saputo raccontare l’anima della città attraverso episodi divertenti, ‘amarcord’ dell’infanzia, ricerche di ricette antiche, fatti di famiglia. Bravissimo Pignataro nell’unire – con fil rouge della passione per il cibo più amato al mondo – i contributi dei vari colleghi che hanno tracciato con lui la storia di tanti artigiani della pizza: la tradizione della terra di Partenope è il fulcro di questo libro imperniato sulla pizza ma dedicato con più ampio respiro agli amanti della cultura gastronomica napoletana, alle emozioni che essa sa suscitare e al calore vulcanico di una terra baciata dal sole che diffonde nel mondo intero il suo sorriso, la sua arte e la sua inimitabile gioia di vivere.
LAURA CAICO


















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