Dal 2 al 31 ottobre 2026 il centro di Napoli ospita il Fenice Festival, giunto alla terza edizione: un cartellone che intreccia concerti blues e incontri letterari dedicati al noir, in un’accostamento che, a pensarci bene, non è affatto casuale.
Blues e romanzo nero nascono, in fondo, dalla stessa materia prima, l’ombra, il disagio, quella parte di verità che la luce del giorno preferisce non guardare troppo da vicino.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Affabulazione 2026”
BlueSoul Edition è progetto dell’Associazione Maria Malibran ETS.
Un dialogo tra due modi diversi di raccontare la stessa cosa: il blues che affida al ritmo e alla voce roca il peso di una vita difficile, il noir che lo affida invece alla trama, ai personaggi, a una città che diventa quasi un personaggio essa stessa, cupa, complice, mai del tutto innocente.
E Napoli, va detto, di materiale per entrambi i generi ne offre fin troppo: vicoli che sembrano scritti apposta per un delitto, luci e ombre che si rincorrono in ogni angolo, una musicalità popolare che porta già dentro di sé la malinconia del blues più autentico.
Trovo coraggioso che un festival come questo scelga di mettere fianco a fianco chi scrive gialli e chi suona note blues, invece di tenerli separati nei rispettivi settori culturali.
Sono linguaggi che si parlano da sempre, anche quando nessuno lo dichiara esplicitamente: entrambi sanno che la verità più interessante di un luogo, di una vita, di una città, si nasconde quasi sempre nella sua parte più scura.
E chi ama raccontare storie, in qualunque forma, come me, lo sa bene.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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