Da oggi il Museo Archeologico Nazionale prova un esperimento che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato quasi irriverente: aprire di sera, tra installazioni contemporanee, spettacoli dal vivo e dj set, proprio nelle stesse sale che custodiscono i mosaici pompeiani e i marmi Farnese.
Si chiama “MANNight” e per dieci euro promette di far incontrare, letteralmente sotto lo stesso tetto, duemila anni di storia e la musica di stasera.
Capisco chi storce il naso davanti a questi abbinamenti, un dj set tra le statue romane può sembrare, a una prima occhiata, una forzatura commerciale più che culturale.
Ma penso anche il contrario: i musei che sopravvivono meglio nel tempo sono spesso quelli capaci di reinventare il proprio linguaggio senza tradire il contenuto, di trovare pubblici nuovi senza svilire quelli storici.
Se un ventenne entra per la prima volta al Mann per un dj set e si ritrova, magari senza cercarlo, davanti al Toro Farnese, l’operazione ha comunque funzionato.
E’ bello pensare a queste sale, di solito silenziose e rispettosamente illuminate, che per una sera si riempiono di voci, luci diverse, ritmi che duemila anni fa nessuno avrebbe immaginato.
Non è irriverenza verso il passato: è la prova che un museo vivo non ha paura di lasciarsi attraversare anche dal presente, senza per questo perdere la propria autorevolezza.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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