‘A Lega ca vo’ cagnà faccia


Mentre gran parte d’Italia pensa ancora al rientro dalle ferie, dentro la Lega si muove qualcosa che vale la pena raccontare.

Il senatore Massimo Romeo, figura di peso del partito, ha pubblicato un libro in cui parla apertamente di una “base che chiede un rinnovamento”.

Oggi pomeriggio ne discuterà al “Caffè de La Versiliana” insieme al governatore della Lombardia Attilio Fontana, che con le sue ultime dichiarazioni pare promuovere proprio un rinnovamento ai vertici del Carroccio.

Queste parole sono state viste da molti come un vero e proprio affondo di Fontana contro il leader della Lega, Matteo Salvini. Un’uscita pubblica non banale, in un partito che si prepara alla tradizionale kermesse di Pontida.

La Lega, quindi, risulta al momento divisa da dissapori, ma forse questo malessere sarà dovuto anche ad un dato di fatto: la Lega è passata dal 34 al 5 per cento dei voti e per gli amministratori e cittadini leghisti  questo, giustamente, può innescare polemiche arrivando a proporre valutazioni politiche.

Le parole chiave che Romeo rilancia, autonomia, federalismo, persino un richiamo esplicito alle radici bossiane del “celodurismo”, non sono nuove nella storia leghista, ma il modo in cui vengono riproposte oggi suona come un segnale interno: la richiesta di tornare a un’identità territoriale forte, dentro un partito che negli ultimi anni si è sempre più nazionalizzato attorno alla figura di Salvini.

Dalla segreteria, per ora, la linea ufficiale è di minimizzare: si dice che il segretario sia concentrato sul ministero e su Pontida, non sulle polemiche interne.

Osservare le tensioni dentro i partiti, più che i loro comunicati ufficiali, dice spesso di più sulla politica reale di quanto non facciano i talk show.

Che abbia ragione chi chiede più autonomia territoriale o chi difende l’unità del progetto nazionale è una questione che spetta agli elettori, non a chi sta scivendo, non a me: ma il fatto stesso che la discussione emerga pubblicamente, a un mese da un appuntamento identitario come Pontida, dice che qualcosa, dentro quel mondo, è davvero in movimento.

La percezione è che le vecchie dinamiche stiano mutando senza una chiara direzione e la meta resta avvolta nel mistero.

Buona pausa caffè!

Elena Simonetti

 

 

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