Ci sono vittorie sportive che raccontano più di uno scudetto, proprio perché arrivano da uno sport individuale per definizione.
L’Italia ha chiuso gli Europei di atletica con 22 medaglie, 10 delle quali d’oro: il miglior risultato di sempre per la nostra Nazionale in una rassegna continentale.
Infatti gli azzurri chiudono in vetta davanti ai padroni di casa con 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi.
Tra i protagonisti, l’oro di Larissa Iapichino nel salto in lungo e quello della staffetta 4×400 maschile, arrivato proprio nell’ultima giornata a suggellare un bottino da record.
C’è qualcosa di significativo nel fatto che sia proprio l’atletica, disciplina fatta da singoli, un corridoio, una pedana, un cronometro che non perdona, a regalare all’Italia una delle sue estati sportive più memorabili.
Dietro ogni medaglia individuale c’è quasi sempre un lavoro collettivo silenzioso: allenatori, centri federali, investimenti fatti anni prima e che solo ora restituiscono risultati.
È la prova plastica che i grandi traguardi, anche quelli che sembrano solitari, nascono quasi sempre da un sistema che funziona insieme.
Mi piace pensare a queste due settimane di ori come a un piccolo repertorio di storie da ritagliare e conservare, in un’estate dominata da notizie ben più pesanti, terremoti, temporali, tensioni internazionali.
Ogni tanto, un salto più lungo degli altri o un testimone passato senza sbavature basta a farci sentire, per un attimo, tutti dalla stessa parte.
Non capita spesso, e va festeggiato quando succede.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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