Napoli. Nella Basilica di San Francesco di Paola, fra il cordoglio generale, Don Tonino Palmese ha celebrato la messa funebre del Prof. Gennaro Ferrara già Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”: giunto alla soglia degli 89 anni, Ferrara manteneva intatta l’acutezza mentale, l’eloquio forbito e la lungimiranza di idee e progetti che l’hanno portato a scrivere un’importante pagina di storia napoletana, costellando di successi la sua carriera non solo accademica. La sua autorevole figura di cattedratico, esperto di economia e di investimenti, di fine analista della domanda nel settore dei trasporti, specialista della pianificazione strategica, era un riferimento importante per l’intellighenzia nazionale e internazionale : ha movimentato il panorama culturale con i suoi scritti, gli innumerevoli incarichi di responsabilità e l’indomita perseveranza con cui è riuscito a trasformare l’Istituto Universitario Navale nell’ accorsata Università degli Studi di Napoli Parthenope, acquisendo nel suo patrimonio anche la splendida Villa Doria d’Angri.
Al timone dell’ateneo napoletano dal 1986 al 2010, ha saputo guidarlo con sagacia nella metamorfosi multidisciplinare che l’ha inserito nella rosa delle più prestigiose Università europee: ma, nel tempo, ha dato prova di grande abilità e competenza anche nella gestione delle aziende assicurative, nel consiglio di reggenza della sede partenopea della Banca d’Italia, come esperto per la valutazione delle attività del Porto di Napoli, come presidente del comitato regionale di coordinamento delle università campane, Consigliere Regionale della regione Campania e vicepresidente dell’omonimo Consiglio Regionale dal 1990 al 1995.
Nelle molteplici attività di cui è ricco il suo curriculum vitae ha sempre dato prova di accortezza, intelligenza intuitiva, brillante perspicacia, precorrendo i tempi, individuando soluzioni ai più spinosi problemi, costruendo uomini, docenti e professionisti oltre che luoghi di cultura e risolvendo positivamente situazioni critiche: indimenticabile il suo tratto di gentiluomo d’altri tempi, il sorriso spontaneo e un po’ sornione che denotava un vivace spirito napoletano, il garbo, la sorprendente prontezza di connessioni logiche nell’affrontare le più svariate argomentazioni, dalla finanza agli studi aziendali, dalle consulenze contabili alle valutazioni della spesa previdenziale e dei portafogli aziendali. A confortare la moglie Tiziana, i figli Marilù, Graziella, Giulia e Antonio e tutti i familiari, c’era una folla commossa e partecipe di amici, tra cui il professore di Diritto privato comparato Salvatore Aceto di Capriglia con la moglie Barbara, l’imprenditore Mattia D’Angelo con la nipote Luisa, Lucio Giordano e Maria Teresa Ferrari: altri esponenti del mondo culturale napoletano hanno preso la parola per l’ultimo saluto a Gennaro Ferrara lodandone l’instancabile lavoro e sottolineando che “un uomo così non si spegne, non se ne va davvero…si trasmette e resta per sempre”. Nutrita la presenza istituzionale con l’ assessore comunale Vincenzo Santagada in rappresentanza del sindaco, il rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli Lucio d’Alessandro, il rettore dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope Antonio Garofalo affiancato dal direttore generale Mauro Rocco, l’amministratore delegato Grimaldi Group Diego Pacella, l’editore Rogiosi Rosario Bianco, il magistrato Paola Piccirillo Cafiero De Raho presidente di sezione presso il Tribunale di Napoli, l’ex presidente AIDDA Marta Catuogno, il Professore Emerito di Governo ed Etica d’Impresa Sergio Sciarelli.
Il capogruppo del Partito Democratico al Comune di Napoli, Acampora, a margine della cerimonia, ha dichiarato “ Gennaro Ferrara ci ha lasciati. Un figlio della periferia estrema di San Pietro a Patierno che si è sempre battuto per l’integrazione delle periferie alla città di Napoli con discrezione e pragmaticità. Con l’ ex presidente della municipalità. Solombrino avevamo concordato di trasferire a S.Pietro un istituto universitario dalla università Partenope, per lasciarci alle spalle la speculazione del dopo terremoto e recuperare una parte della periferia nord di Napoli alla integrazione cittadina praticata e non predicata. Stranamente la struttura recuperata e individuata venne occupata da improvvisati senzatetto sconosciuti al territorio. Da Rettore della Partenope ha inaugurato il modo manageriale delle gestioni universitarie del sud in un contesto sovranazionale e comunitario. Con affetto lo convincemmo e fu eletto senza sfarzi al Consiglio regionale della Campania come indipendente nella lista della Democrazia Cristiana e promotore della rivista Prospettive dell’ on. Ugo Grippo. A Gennaro va il nostro affetto locale e familiare. La sua discrezione politica e professionale accompagnerà il tempo che ci rimane con la speranza che sia trasferita a chi non lo ha conosciuto e a chi si impegna oggi nelle istituzioni dalla periferia al centro. A lui dedicheremo le celebrazioni del ricorrente Centenario dell’aggregazione forzosa degli ex comuni alla città di Napoli organizzati dall’associazione Terre di Posillipo. 1926—- 2026.”
LAURA CAICO







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