Da questa sera scatta lo sciopero nazionale del personale ferroviario, che durerà fino a domani sera: 24 ore di possibili cancellazioni e ritardi, proprio mentre migliaia di famiglie iniziano a muoversi per le vacanze estive.
Chi ha il treno prenotato per raggiungere il mare, i nonni, un aeroporto, dovrà stringere i denti e sperare di rientrare tra i servizi minimi garantiti.
Non entro nel merito delle ragioni dello sciopero, ogni categoria ha il sacrosanto diritto di far sentire la propria voce e chi lavora sui treni conosce turni e carichi che noi passeggeri raramente vediamo.
Ma c’è un cortocircuito che si ripete ogni volta che uno sciopero cade proprio a ridosso di un weekend di partenze: il disagio finisce per colpire, come sempre, non i decisori con cui si è in disaccordo, ma il pendolare, la famiglia con la valigia già fatta, chi ha preso ferie contate e adesso guarda l’app dei treni con ansia.
Lo sciopero nazionale dei trasporti (Gruppo FS, Trenitalia, Trenord) fatto proprio nel weekend di partenze estive è il paradosso di rivendicare diritti bloccando chi, come noi, ne ha pochi.
Mi chiedo se non sia possibile immaginare forme di protesta capaci di far arrivare lo stesso messaggio senza scaricarne il peso su chi, di mestiere, prende solo il treno per andare in vacanza.
Intanto, chi parte in questi due giorni farebbe bene a controllare gli orari due volte e ad armarsi della solita, indispensabile, pazienza estiva.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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