In piena estate, mentre tutti pensano a ferie e ombrelloni, il Comune di Napoli ha attivato in sordina una misura che vale la pena raccontare: da quest’anno, la fornitura gratuita dei libri di testo per gli alunni delle scuole primarie passerà attraverso il criterio della residenza, semplificando l’accesso a un diritto che troppe famiglie, ogni settembre, vivono come un piccolo salasso.
Chi non ha mai dovuto fare i conti a fine agosto tra sussidiario, quaderni e diario forse non sa quanto pesi, per certi bilanci familiari, la lista dei libri scolastici. Sono cinquanta, ottanta, a volte più di cento euro a bambino, moltiplicati per ogni figlio, in un mese in cui gli stipendi restano quelli di sempre.
Una misura come questa non fa notizia quanto un concerto o un’inaugurazione, eppure agisce esattamente dove serve: alla partenza, prima ancora che la scuola cominci, prima che le disuguaglianze si vedano in classe.
Mi piace pensare che semplificare una burocrazia, la residenza al posto di scartoffie infinite, non sia un dettaglio tecnico, ma una forma di rispetto verso chi già fatica ad orientarsi tra moduli e sportelli.
Piccole cose come questa, fatte bene, contano quanto i grandi annunci. Forse anche di più.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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