C’è un giorno, ogni anno, in cui l’Italia si ferma un istante a ricordare: il 19 luglio, la strage di via D’Amelio, Paolo Borsellino e la sua scorta.
Poi, puntualmente, il giorno dopo la vita riprende, le notizie tornano ad altro e la memoria rischia di scivolare via insieme al titolo del giornale.
Per questo trovo bello che proprio oggi, 20 luglio, il Festival delle Ville Vesuviane scelga di non lasciar spegnere quella fiamma, dedicando un appuntamento a Villa Campolieto, a Ercolano, alla figura del magistrato, il giorno dopo l’anniversario.
Non è un caso che sia la cultura, ancora una volta, a farsi carico di questo compito.
Le istituzioni commemorano per un giorno, i tribunali processano per anni, ma è la parola pubblica, un teatro, un libro, uno spettacolo dentro le mura di una villa settecentesca, che riesce a trasformare un anniversario in una domanda ancora viva: che ne abbiamo fatto, davvero, dell’eredità di chi ha pagato con la vita, la scelta di non abbassare lo sguardo?
Vivendo a pochi chilometri da dove tutto questo è nato, mi sembra un dovere quasi personale non lasciare che quel 19 luglio diventi solo una data sul calendario.
La memoria, quella vera, si coltiva tutti giorni, soprattutto in quelli senza cerimonie ufficiali, come oggi.
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
P.S: alle 20.30, Villa Campolieto ci sarà la proiezione di “Paolo Borsellino Essendo Stato”, il film documentario scritto, interpretato e diretto da Ruggero Cappuccio, L’iniziativa ha ingresso gratuito.
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