Oggi, giovedì 16 luglio alle ore 11,00, nella Sala delle Muse del Palazzo di Governo di Napoli, alla presenza della sottosegretaria del ministero dell’interno, Wanda Ferro, verrà presentato un progetto che, a prima vista, sembra roba da tecnici: la riqualificazione illuminotecnica del colonnato di Piazza Plebiscito.
Ma dietro i termini da capitolato, luce, quinte monumentali, restauro, si nasconde una domanda più semplice e più bella: come si fa risplendere, letteralmente, ciò che una città come Napoli ha già e che spesso smette di guardare?
Piazza Plebiscito è uno di quei luoghi che i napoletani attraversano di corsa, per abitudine, dimenticando quanto sia straordinaria.
Eppure arrivano da tutto il mondo per ammirarla: il colonnato che abbraccia tutta la piazza, la basilica che chiude la prospettiva, il Palazzo Reale che le fa da quinta sull’altro lato.
È lo stesso destino di tante bellezze quotidiane, che l’abitudine appanna. Un progetto di luce nuova non cambia le pietre, ma cambia lo sguardo, restituisce di sera quello che di giorno diamo per scontato.
C’è qualcosa di significativo anche nel fatto che questi interventi si intreccino con i restauri di San Domenico Maggiore, San Gregorio Armeno e San Giuseppe dei Ruffi, finanziati con fondi PNRR per la conservazione del patrimonio religioso.
Segno che, tra tante urgenze quotidiane, qualcuno continua a investire anche nella bellezza che non si consuma, ma che va comunque curata, illuminata, raccontata di nuovo.
Curiosità: Non tutti sanno che i napoletani fanno fare spesso, ai turisti che visitano la piazza, un “gioco”: bendati devono riuscire ad attraversare la piazza, in linea retta, partendo da Palazzo Reale fino allo spazio tra le due statue a cavallo. La leggera inclinazione della superficie della piazza fa virare le persone bendate e quando queste aprono gli occhi si accorgono con stupore di aver cambiato tanto la traiettoria da non centrare le statue. Provateci anche voi!
Buona pausa caffè!
Elena Simonetti
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