Napoli. Alla Stazione Marittima di Napoli, domani Rotte Mediterranee, attesissimo evento Gambero Rosso celebra 40 anni di attività ed allo stesso tempo, attraverso i suoi prodotti, cucina, vino e cultura, il Mediterraneo contemporaneo che sarà analizzato come spazio geografico ed in primis quale sistema culturale che influenza il nostro modo di mangiare e di vivere. Fornirà pure l’occasione per presentare le edizioni 2027 delle tre guide divenute patrimonio dei gourmet, quella de I migliori Oli d’Italia, I migliori Panifici d’Italia e Le migliori Gelaterie d’Italia. Focus sulla cucina Mediterranea, l’antropologia del cibo, la pesca, l’agricoltura e le trasformazioni ambientali. Verranno inoltre premiate le aziendi presenti nelle guide. Nel programma, momenti di riflessione, degustazione e confronto. La convention rientra nelle celebrazioni per i quarant’ anni del gruppo editoriale del Gambero Rosso. In primo piano il panel “Dieta Mediterranea: miti e falsi miti”. A moderarlo, il direttore Lorenzo Ruggeri.
Nella intensa giornata: masterclass e degustazioni dedicate a pane, olio e vino, guidate dagli esperti del Gambero Rosso. In chiusura un Magnum Party finale, su prenotazione, che si svilupperà come festa collettiva col vino protagonista. Al centro dell’evento troviamo l’idea del Mediterraneo come spazio culturale condiviso, riflessione presente nel numero di giugno del mensile del Gambero Rosso. In esso: Pompei culla del vino mediterraneo, i rischi legati alla salinità del mare e ai cambiamenti che stanno incidendo sulla trasformazioni degli ecosistemi, produzioni e culture alimentari. “Celebriamo i nostri 40 anni di storia guardando al futuro: un mare di sapori, persone e valori che va tutelato e ripensato: il Mediterraneo resta il nostro modello culturale più profondo. Con Rotte Mediterranee rendiamo omaggio agli artigiani e ai territori che continuano a tenerlo vivo ogni giorno – dichiara Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso – A Napoli presentiamo tre guide ripensate in chiave digital first, un passaggio importante nel percorso di evoluzione editoriale del Gambero Rosso.”
Teresa Lucianelli

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