TRA LE PAGINE DI UN LIBRO I PRIMI NOVANT’ANNI DEL MAESTRO ATERRANO


Una vita tra le sette note. La presentazione de “Le Note della Mia Vita – Novant’anni di musica napoletana” by Iuppiter Edizioni, autobiografia (con prefazione di Pietro Gargano) del direttore artistico, arrangiatore e compositore “veracemente” napoletano Gianni Aterrano, nativo di Piazza Mercato, classe 1934, segno zodiacale Toro, è stata organizzata all’Istituto Francesco Denza dalla giornalista Désirée Klain direttrice artistica del primo festival internazionale di giornalismo civile “Imbavagliati” che ha moderato anche gli interventi di Antonio Parlati direttore del Centro di Produzione della Rai di Napoli, dell’autore televisivo e radiofonico Gino Aveta e dell’attore Gino Rivieccio che hanno commentato “le memorie di un musicista che ha attraversato novant’anni di canzone napoletana dall’interno: dal pianoforte di casa a quello dei grandi palcoscenici, dalle serenate dei vicoli ai Festival di Napoli, fino ai giorni nostri”.
Una vita trascorsa tra sfide ‘impossibili’, avventurose tournée, incontri con giganti del mondo internazionale della musica, la direzione artistica di etichette come la Zeus di Espedito Barrucci e la King Universal di Aurelio Fierro, destreggiandosi tra swing e dixieland, rimanendo però sempre fedele alle sue radici partenopee come attesta la creazione dell’Inno del calcio Napoli del 1971: dal dopoguerra sino ai giorni nostri, Aterrano ha attraversato il mondo lasciando un segno tangibile del suo talento, della sua versatilità nell’improvvisazione, della sua abilità di comporre pezzi ormai ‘cult’ e di arrangiare magnificamente brani appartenenti alla storia della musica. Nel libro è ricostruito il suo percorso, dalle modeste origini sino ai trionfi sui palcoscenici più blasonati sia europei che d’oltreoceano, dal nutrito gruppo familiare con altri nove fratelli sino al fortunato matrimonio con la sua Liliana, dal fiuto di talent scout che lo portò a rivelare al mondo le doti canore di Giovanni Calone (che assumerà il nome d’arte di Massimo Ranieri) alla realizzazione “a caldo” davanti a Eduardo De Filippo di «E la neve cade, cade lentamente» e al celebre arrangiamento di «’A pizza» di Aurelio Fierro fiore all’occhiello della melodia napoletana nel mondo. Nel corso dell’affollatissima presentazione Aveta dichiara “Gianni è stato uno dei pochi artisti napoletani che non ha abbandonato la città: sono andati via da Napoli tutti i musicisti, i cantanti e gli attori ma lui ha sempre detto ‘Voglio ritornare nella mia Napoli’: quando poi arrivavano gli stranieri ad offrirgli grandi somme di soldi oppure opportunità di lavoro, lui aveva tutta la serenità di rispondere ‘no, resto a Napoli’ e questo gli fa grande onore”.
Parlati dichiara “ho scoperto in Gianni un manager oltre il musicista e questo mi ha colpito perché in questo libro c’è anche molto del suo carattere: la figura di Fierro fu fondamentale nell’insegnargli che la musica non è solo arte ma anche industria, organizzazione e capacità di vedere il talento e valorizzarlo. Aurelio gli spiegò che un buon arrangiamento può fare la differenza tra un successo e un fallimento, che bisogna avere il coraggio delle proprie idee anche quando sembrano assurde: le persone perbene esistono anche nel mondo dello spettacolo – anche se sono rare – e Aurelio Fierro era una di quelle persone e, pertanto, la sua memoria merita di essere onorata.”
Rivieccio chiude l’incontro – prima del firmacopie in cui Aterrano rilascia dediche a tantissimi ammiratori – affermando “negli anni ‘50 l’Italia stava rinascendo poichè la guerra era finita da poco e le macerie si stavano ancora sgombrando, ma c’era voglia di vivere, di cantare, di dimenticare il passato: la radio portava la musica in tutte le case e le canzoni napoletane erano il sottofondo di quella ricostruzione. Napoli, devastata dei bombardamenti, ritrovava la sua voce e fra tanti musicisti spiccava Aterrano, uomo fortunato poiché il lavoro è la sua passione e si è potuto misurare con i Big internazionali ovvero con il cachemire della musica.”

Laura Caico

 

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