Un incontro fra artisti e amanti dell’arte dello spettacolo. Il lancio di un progetto per costituire il tanto atteso Museo del Teatro, della Musica, della Canzone Napoletana e della Cinematografia è avvenuto presso il foyer del Teatro Augusteo di Napoli, grazie all’entusiasmo e alla coinvolgente verve del Presidente dell’associazione “VF Carlo La Catena – Filantropo” Nicola Perna: la presentazione di questa proposta preliminare è stata accolta con favore dagli intervenuti fra cui molti rappresentanti dello showbiz partenopeo come Gino Rivieccio, Aurelio Fierro jr, Mario Maglione, Antonello Rondi e Mario Abbate, esponenti dei media, membri del Conservatorio e delle istituzioni e appassionati dello spettacolo. L’argomento è di grande interesse per una città “dove tutti sono artisti” – seppure in pectore – giacchè lo spirito napoletano porta l’arte a vivere per strada: nella terra di Partenope, infatti il più travolgente splendore non è confinato all’interno dei palazzi storici, dei monumenti e dei musei ma vibra nelle viuzze più nascoste, nei giardini segreti, negli scorci panoramici mozzafiato ma soprattutto nella sua gente, talentuosa, sensibile, ricca di calore ed espressività e geneticamente protesa verso la Bellezza. A Napoli impera l’amore per il Teatro, la Cinematografia, la Musica e, in particolar modo, per la Canzone Napoletana recentemente candidata a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO: poiché da molti anni si parla, si discute, ci si confronta sulla costituzione di una sede appropriata per la custodia di un immenso patrimonio materiale e immateriale che può raccontare al mondo la storia di un territorio versatile che affascina ogni mente, Nicola Perna ha deciso di “cavalcare la tigre” e dare lo start a un’idea risolutiva. Ciò che lui ha proposto darebbe finalmente vita ad un Museo all’avanguardia, di altissimo livello e di grande appeal internazionale, che consentirebbe di provare esperienze immersive, effettuare percorsi interattivi, assistere a mostre di realtà aumentata e a proiezioni multimediali in ambienti fisici e digitali grazie a tecnologie bidirezionali che rendono i partecipanti protagonisti dell’opera: all’interno, in sale appositamente dedicate, i visitatori – cittadini, appassionati o turisti – potranno ammirare anche documenti, cimeli, costumi, strumenti musicali, archivi sonori e audiovisivi, testimonianze e opere ancora custoditi dalle famiglie storiche delle arti nate all’ombra del Vesuvio, giacenti presso polverosi archivi o abbandonate in depositi inaccessibili.
Come è emerso nel corso dell’incontro, la sede più consona è stata individuata nel Real Albergo dei Poveri dove Nicola Perna propone di attivare anche dei corsi di avviamento a vari mestieri – inerenti al mondo dello spettacolo, dell’artigianato e dell’arte nelle sue molteplici accezioni – in cui tanti giovani (e specialmente i ragazzi più a rischio) potrebbero essere accolti, istruiti nei percorsi formativi e guidati verso un lavoro sicuro e un futuro stabile e promettente.
Laura Caico
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