LUCIA MIGLIACCIO, MANCATA REGINA, RIVIVE A VILLA LUCIA


Un anniversario importante. Per onorare il bicentenario della morte della Duchessa di Floridia, moglie morganatica di Ferdinando I delle Due Sicilie, l’affermata esperta di comunicazione e responsabile delle pubbliche relazioni di note griffe di moda e aziende Sveva Fede ha aperto le porte di Villa Lucia ad un evento dedicato alla sua memoria: affiancata dalla figlia Ottavia Borghini Baldovinetti, la raffinata padrona di casa ha ricevuto con affabilità – nella casa di famiglia dove sua madre ha abitato sino all’ultimo – i selezionati ospiti dell’evento benefico a favore di ‘Progetto Itaca Napoli’ presieduto dall’aristocratico architetto Fabio Pignatelli della Leonessa e organizzato dall’eclettico notaio partenopeo Sergio Cappelli (alias Mr Kind, il ‘Donatore Matto’ di biglietti teatrali, viaggi e libri ad amici ed estranei). Con grande cura, Sveva – figlia dei giornalisti Diana De Feo ed Emilio Fede – ha conservato sia la dimora principesca che le splendide collezioni d’arte che vi sono racchiuse, consentendo solo ad eventi esclusivi e a personalità eccellenti di ammirare quanto sia particolare ed elegante Villa Lucia e come sia magnifica la sua veduta panoramica che abbraccia tutta Napoli dalla sommità di Parco Grifeo: il luogo è quantomai appropriato alla commemorazione di Lucia Migliaccio giacchè si tratta proprio della residenza che Ferdinando IV, re di Napoli volle costruire per la nobildonna siracusana – dapprima sua chiacchieratissima amante e poi moglie, impalmata il 27 novembre 1814 con un matrimonio morganatico – situandola sulla collina del Vomero a naturale completamento del bellissimo parco della Floridiana che da lei prende il nome.
Dopo un piacevole vin d’honneur sulle panoramiche terrazze, gli ospiti si sono accomodati nel meraviglioso salone interno tra quadri d’autore, libri antichi, poltrone e divani disposti intorno a un pianoforte a coda per assistere al celebre monologo “Lucia Migliaccio” di Massimo Andrej recitato dall’attrice e artista visiva napoletana Antonella Romano: molto originale e intrigante si è rivelata la performance che prende vita da un abito-installazione ideato dalla stessa Romano – esperta di sculture tematiche – in cui si trova avvolta e da cui si innalza lentamente come una crisalide che schiude il bozzolo in cui è imprigionata per volare libera nell’aria. Divertente il racconto che scaturisce dalla donna-farfalla briosamente imperniato sul “nascere duchessa, vivere principessa, morire regina”, con i pensieri che si affastellano tra la natìa Sicilia e il regno di Napoli, tra i pettegolezzi delle malelingue, la curiosità del popolo, l’ammirazione maschile per gli “ucchiuzzi niuri” della duchessa: la drammatizzazione, attentamente curata dal valente autore e regista Massimo Andrei, ci restituisce questi personaggi storici colti nelle loro passioni, frementi di desideri e oppressi da tormenti, rivelandone con ironia alcuni tratti caratteriali e il modo in cui venivano percepiti dai contemporanei.
Il barone di Miccichè aveva sigillato in poche righe un ritratto veritiero della Migliaccio, quando scrisse “Dappertutto ho visto donne graziose, ma non ho più visto occhi come quelli della Duchessa di Floridia. Erano occhi umidi come li definivano i Greci, neri come il carbone, in cui si leggeva volta a volta la grazia, il sentimento, la voluttà, e che con uno sguardo facevano vibrare le fibre del cuore e penetravano fino al midollo delle ossa”: a sua volta, il sacerdote Giuseppe Mendolia la definì ‘donna da vasti talenti’ nella sua opera “Memorie dello stato di Partanna”.
Le vicende personali, il primo matrimonio con Don Benedetto Maria III Grifeo e Del Bosco, ottavo Principe di Partanna e Duca di Ciminna che la sposò appena undicenne, la nascita di sette figli, la vedovanza e poi l’incontro fatale con il monarca borbonico riparato a Palermo per l’arrivo di Giuseppe Bonaparte a Napoli avvincono il pubblico di invitati che applaudono a più riprese la stuzzicante esibizione e il talento dell’istrionica attrice che rientra dolcemente nel bozzolo evocante le tessiture di San Leucio: un’estrazione a sorteggio con golosi premi e piccoli cadeaux predisposti da Mister Kind come ricordo della serata di beneficenza chiude, infine, il gradevolissimo incontro.

 

Laura Caico

 

3 Commenti

  1. Giugno 1, 2026
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    Buongiorno, leggo della bellissima manifestazione tenutasi a Villa Lucia, pur essendo una discendente di Lucia Migliaccio, non avrei mai potuto essere invitata, perché non faccio parte di una certa elite, mio padre era solo un medico, ma mi piacerebbe se ci sono riprese ascoltare, la vita e l’ammirazione che suscitava Lucia Migliaccio e raccontare come attraverso ricerche storiche, mio fratello che ormai non c’è più sia arrivato alla discendenza. Sono andata più volte a visitare la tomba di Lucia Migliaccio nella chiesa di Piazza Trieste e Trento.

    • Giugno 7, 2026
      Rispondi

      Gentile signora. Ho inoltrato il suo messaggio alla collega che ha scritto l’articolo.

    • Giugno 7, 2026
      Rispondi

      A breve sarà contattata dall’attrice Antonella Romano che ha interpretato il ruolo di Lucia Migliaccio e che avrà piacere di scambiare quattro chiacchiere con lei.

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