TALARICO: PRENDE SLANCIO A TOLEDO LA STORIA DI UNA DINASTIA


Un sogno a lungo sognato. E’ diventato realtà “a long-dreamed dream” di Mario Talarico jr e di sua moglie Svetlana, un progetto accarezzato per un ventennio prima che il talento, il geniale estro e la storia di una dinastia artigianale autenticamente napoletana trovassero l’energia, il momento e l’opportunità di assurgere a grande visibilità nella suggestiva cornice di un Museo familiare.
Inaugurato al primo piano dello storico negozio-laboratorio di via Toledo 329, il “Mario Talarico Museum: The Lord of the Umbrellas” – patrocinato da tre importanti centri culturali partenopei dediti alla custodia e alla valorizzazione del patrimonio artistico napoletano come la Fondazione Eduardo De Filippo, la Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e l’ente dedicato al Principe Antonio De Curtis in arte Totò — è stato battezzato con tutti i crismi istituzionali, alla presenza dell’assessore al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli Teresa Armato in rappresentanza del sindaco Gaetano Manfredi, della discendente di Totò Elena De Curtis, di Aldo Cobianco in rappresentanza della Real Casa di Borbone, di Francesco Somma direttore della Fondazione Eduardo De Filippo, di bellissime celebrity come la seducente attrice Ornella Muti con l’incantevole figlia Naike Rivelli (prestatesi con grazia e disponibilità a posare per innumerevoli scatti dei fotografi) e di vari esponenti della buona società napoletana tra cui gli imprenditori Michele Sergio e Massimiliano Rosati del Gran Caffè Gambrinus, fra i partner dell’evento insieme a Caffè Borbone, Quostro il bistrot della Fondazione Foqus e Agricola Bellaria.
Grande clamore, folla di giornalisti e fotoreporter, ressa di curiosi assiepati lungo i marciapiedi con ingorghi pedonali, musica a 60 decibel, la presenza di una figurante nelle vesti dell’icona dei fumetti Betty Boop (musa e protagonista della locandina dell’evento), l’esibizione del ‘pazzariello’ che ha sciorinato in verace lingua napoletana gli oltre 33 lustri della storica casata Talarico, hanno fatto da pittoresca cornice alla cerimonia inaugurale culminata nel Taglio del nastro e in festosi brindisi alle fortune di una storica famiglia nata all’ombra del Vesuvio, ricca di artisti visionari, musicisti, artigiani, creatori di stile ed eleganza nel mondo degli accessori.
Parlando di questo primo museo dedicato allo storico ombrello artigianale napoletano (che spazia dall’Ottocento e Novecento fino ai giorni nostri) – nato dalla sua ferma volontà di onorare gli antenati ma soprattutto lo zio Mario senior suo grande Maestro di vita e di lavoro – Mario Talarico jr ha dichiarato “abbiamo dedicato le vetrine alle generazioni che ci hanno preceduto e un bellissimo spazio è riservato proprio a zio Mario con i suoi attestati, i suoi premi, le sue foto, le immagini felici che lo ritraggono insieme alla moglie di cui era innamoratissimo e con cui ha vissuto una splendida storia d’amore durata oltre cinquant’anni”.
Nel Museo si viene subito avvolti dall’atmosfera di un’epoca raffinata, dal fascino delle boiseries, dei cappelli di seta, dei ventagli di pizzo, dei bastoni con pomi d’argento che raccontano la vita mondana di una società chic animata da cavalieri in frac e cilindro e dame con veletta e parasole in seta di San Leucio per proteggere l’incarnato diafano e soigné di una volta, ben lontano dalle abbronzature selvagge della contemporaneità.
Nella “suggestione d’altri tempi”, osservando foto e immagini racchiuse nelle vetrine, sembra quasi di sentire sussurrare i volti dei clienti della ultracentenaria Maison Talarico, personaggi famosi, aristocratici come re Carlo III del Regno Unito, attori, esponenti dell’ high society e dell’upper class, protagonisti dello showbiz, del teatro, della musica, dell’arte, del calcio (grande passione di Mario jr) che hanno amato possedere un esclusivo ombrello griffato Talarico: la fantasia spinge ad immaginarli – una volta calata la notte – a colloquiare tra loro, a danzare romantici valzer nel plenilunio, a cospargere della nostalgia del passato le vetrine e gli arredi d’antan. Fra le collezioni esposte – che includono oggetti di scena, tra cui gli ombrelli utilizzati nel teatro e nel cinema – spicca la statuina di Mario Talarico Sr. creata da Marco D’Auria della Bottega d’arte D’Auria (artista presente all’inaugurazione insieme alla moglie Antonella Cucarano creatrice di ricercati costumi presepiali e d’epoca), affiancata a corni d’autore, manici e fusti in ciliegio, nocciolo radice di castagno, Hickory biondo e tigrato, limone di Sorrento, canna di bambù che declinano meglio d’ogni parola il grande valore artistico del marchio artigianale Talarico, simbolo della migliore napoletanità.

 

Laura Caico

 

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