GIOIA E MALINCONIA AL “PREMIO UMBERTO BELLISSIMO”


Un artista poliedrico. Versato nel genere comico e in quello drammatico, cantante, attore e macchiettista, Umberto Bellissimo ha conquistato un posto speciale nel cuore del pubblico napoletano che ha potuto ammirarlo in teatro, al cinema, in tv e in tante apparizioni professionali di attore e cantante in cui la sua arte, la sua ironia, il suo sorriso sornione, la sua grande umanità, hanno lasciato una traccia importante. Nel decennale della sua scomparsa, la moglie Paola de Marco Bellissimo ha organizzato con bravura e tenacia la quinta edizione del Premio a lui dedicato, un commovente ‘memorial’ svoltosi al Teatro Diana, coordinato dall’art director della serata Gianni Conte – leader della Nuova Orchestra Italiana e presidente dell’Associazione Onlus “Umberto Bellissimo” che ha collaborato attivamente alla riuscita dell’evento – e presentato con brio e spigliatezza dal giornalista Giuseppe Giorgio e dall’attrice Mirea Flavia Stellato.
L’ambito riconoscimento – consistente in una creazione dello scultore Salvatore Oliva – è stato assegnato al duo comico Gigi e Ross, all’attore Benedetto Casillo, a Giovanni Mauriello e all’Unione delle Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie” guidata dal presidente Gennaro Luciano insieme ai soci fondatori: una serata, dunque, all’insegna del ricordo ma anche della gioia e dell’allegria che Umberto – formatosi in importanti scuole di canto e recitazione accanto a maestri come Eduardo De Filippo, Graziano Giusti, Wanna Polverosi, A. Tummolo – sapeva trasmettere, sia che si proponesse come eccezionale ed eccentrico caratterista sia che desse vita a personaggi memorabili sul palcoscenico.
Tra questi, il tragicomico Sarchiapone nella «Cantata dei Pastori » e i protagonisti di commedie cult come «Tre cazune furtunate», «Lo scarfalietto» e «’Nu turco napulitano» di Eduardo Scarpetta sotto l’egida del grande Eduardo De Filippo (di cui interpretò «Uomo e galantuomo» e «Il Cilindro») «La donna è mobile» di Vincenzo Scarpetta, «Il Bugiardo» di Goldoni, «Don Giovanni» di Molière, «Guappo di cartone» di Viviani, «La Madre» di Brecht, «Medea di Portamedina» di Mastriani, nonché i ruoli di spicco delle fiction “La squadra” e “Orgoglio”.
Il dolore per la sua perdita – reso ancora più acuto dalla constatazione che la terra di Partenope è rimasta orfana di un autentico, grandioso talento che sapeva infondere un imprinting speciale ai soggetti che interpretava – viene stemperato dal rivederlo vivo e ‘scugnizzo’ in alcuni tributi video che ce lo riportano vicino e che suscitano piogge di applausi.
L’associazione presieduta da Gianni Conte – con il vicepresidente Giuseppe Giorgio e i più che valenti esponenti dello spettacolo partenopeo Rosaria De Cicco, Adele Monaco, Antonella Morea e Carlo Piedepalumbo – ha mantenuto questo prezioso momento di ricongiungimento ideale con Bellissimo, per non affievolirne il ricordo e per farne rivivere nuovamente in un teatro l’estro istrionico: tutti loro si sono poi esibiti in performances canore insieme a Massimo Masiello, Lucia Cassini e al gruppo Paese Mio Bello.
Dopo i ringraziamenti di Paola Bellissimo al teatro Diana e alla famiglia Mirra che ne ha concesso l’uso e a tutti gli intervenuti, il sipario si chiude con la presenza affettuosa di un amico quarantennale dell’attore scomparso: sale in scena, infatti, il rocker Fabrizio Fierro che rievoca momenti felici vissuti con Bellissimo e che canta il celebre pezzo “ Ma tu vulive a’ pizza” – cavallo di battaglia del padre Aurelio, l’indimenticabile “mister Guaglione” – terminando la sua esibizione con un nostalgico messaggio di saluto all’amico Umberto “andato via troppo presto”.

 

Laura Caico

 

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