Uno spettacolo insolito. “Todo Cambia”, il variegato monologo interpretativo di Luca Lombardo – scritto a quattro mani con Augusto Fornari che ne è anche il regista – prodotto da AG Spettacoli di Alessandro Alfieri, corre su dei binari inusitati per la prestidigitazione e la magìa, esordendo al Teatro Cilea con la carta vincente del trasformismo, punta di diamante del repertorio dell’artista napoletano, classe 1983, segno zodiacale Bilancia. Diviso nettamente in due parti, l’one-man show inizia con una delicata incursione nel mondo delle favole, una poetica pantomima che porta in scena fantastiche creature, principi azzurri e principesse, alieni come E.T, mostri come Frankenstein, bambini mai cresciuti come Peter Pan, bambole meccaniche come Coppélia, la bellissima ragazza dagli occhi di smalto costruita dal mago Coppelius, per consentire un’incantata evasione dalla realtà, ampliata dal coinvolgente sottofondo musicale e da migliaia di eteree bolle di sapone.
Con il supporto di splendide canzoni scelte per destare ricordi, malinconia, entusiasmo, fervore (non manca neanche l’inno nazionale!) Lombardo dà il via a un susseguirsi di figure con il suo incredibile trasformismo: in pochi secondi, indossa i costumi disegnati da lui stesso e da Lina Acciarino e Gabriella Perugino creando un vorticoso caleidoscopio di immagini che si muovono fra le scenografie di assoluta sobrietà di Massimo Comune, senza orpelli, (anzi con elementi urbani di lampante povertà, fra cassonetti, mura screpolate, cartoni e sacchetti di rifiuti sparsi ovunque) per ‘épater les bourgeois’, sorprendere gli spettatori che ne apprezzano l’originale comicità, sottolineando il gradimento con tante risate e applausi.
Lombardo cambia repentinamente personaggio, nascondendosi dietro un drappo, un lenzuolo, un cassonetto, alternando momenti di buio a stacchi di luce per palesarsi istantaneamente diverso: in scena con lui – ma per pochi attimi – gli assistenti di palco Ferdinando Catalano, Claudio Collano e la ballerina e coreografa Lorenza Mazzio.
La platea, affascinata, è pronta a rispondere alle sue provocazioni – occultate da una cortese maschera di colloquialità – come dimostrano i numerosi spettatori che hanno acconsentito a divenire sue momentanee ‘prede’ e a salire sul palco per farsi mettere in discussione e “intrappolare” nel divertente gioco. Ironia e arguzia dominano i discorsi di Lombardo – presente quasi più tra le file delle poltrone che sul palco – nell’intessere una ‘querelle’ (relativa alla mancata rappresentazione dell’attore che avrebbe dovuto occupare le stesse date ma ha cancellato lo spettacolo in cartellone) su cui il simpatico protagonista torna a più riprese durante lo spettacolo.
La seconda parte – abbandonata la sua storia di bambino sognatore e visionario – si incardina sulle nevrosi adulte di Lombardi, soffocato nell’immersiva realtà tecnologica che punteggia ogni ora del giorno con l’iperstimolazione di notizie, fatti e persone affastellati e catapultati da pericolosi elettrodomestici sempre in funzione come schermi tv, dispositivi elettronici come cellulari, computer e piattaforme digitali.
La parte per il tutto… e, infatti, in ogni situazione in cui Lombardo si mostra, sono adombrate le vicende dell’intera umanità, fragile, combattuta, impaurita dalla violenza, dai venti di guerra, dal malessere sociale, dalle difficoltà quotidiane, incerta sul da farsi per cui, ieri come oggi, “la tinta nativa della risoluzione è resa malsana dalla pallida cera del pensiero”: le nevrosi si susseguono, dal politico che cambia casacca come pure idee e linguaggio alla ‘citazione’ del mondo religioso raccontato attraverso una carrellata di figure pastorali. In alcune sequenze tra il sacro e il profano – un graffiante excursus in cui Lombardo incarna una scala gerarchica – si assiste alla tumultuosa escalation da chierichetto a prete, da cardinale a pontefice per arrivare a impersonare San Giuseppe e anche Gesù, inquadrato nel famoso dipinto del Cenacolo di Leonardo da Vinci, circondato dai discepoli… ahimè solo a tempera e olio. Lo spettacolo vero e proprio termina così ma si apre una pagina collettiva – basata sulla fiducia – in cui Lombardo legge i messaggi inviati al WhatsApp indicato prima in scena, per sceglierne uno da premiare: scritti un po’ per ridere e scherzare e un po’ per confidare una delusione, un’amarezza, una sconfitta che non si ha il coraggio di ammettere ad alta voce, questi sms toccano varie corde e sentimenti. C’è chi ha scelto di confessare i più intimi segreti, i desideri repressi, le frustrazioni personali e professionali, di dichiarare quanto coraggio ci voglia per vivere dopo un lutto o una perdita affettiva o riferire come talvolta la generosità possa essere fraintesa e mal corrisposta: fra tutti i messaggi ricevuti, il “mago” trova particolarmente emozionante quello di una ragazza che ha scelto di aprirsi e che viene, pertanto, invitata sul palco per ricevere il premio a sorpresa, una vacanza di una settimana offerta da @fruitvillage.it , uno sponsor dello spettacolo, un bel gesto che -insieme a una marea di nasi rossi clowneschi che accende la platea – chiude in allegria l’originale serata.
Laura Caico











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