‘A QUALCUNO PIACE CALDO’ DEBUTTA A NAPOLI CON SUCCESSO


Una scommessa vinta. L’ambizioso progetto di Geppy Gleijeses di portare in scena ‘A qualcuno piace caldo’ di Mario Moretti – pièce teatrale scritta nel 1987 e liberamente ispirata al film omonimo del 1959 di Billy Wilder – si è trasformato in un’apprezzata realtà: la trasposizione dell’opera cinematografica interpretata da Marilyn Monroe, Jack Lemmon e Tony Curtis e inserita tra i migliori film della storia del cinema (la commedia americana numero 1 di sempre, secondo l’AFI American Film Institute) ha riscosso notevoli consensi al suo esordio napoletano sul palco del Teatro Augusteo diretto dai titolari Giuseppe e Roberta Caccavale.
Malgrado la difficoltà di riproporre atmosfere e ambientazioni di ‘Some Like It Hot’ (pellicola cult presente nella lista dei 100 migliori film americani in generale e nella top mondiale dei 100 migliori film degli ultimi 100 anni) il lavoro che ne è scaturito – diretto da Gleijeses con il supporto di Roberta Lucca – è brioso e piacevole: malgrado le inevitabili sintesi della trama e l’impossibilità di riprodurre fedelmente gli scenari cinematografici, esso non sfigura a confronto della “migliore commedia di tutti i tempi” come la definirono due lustri fa i 253 critici cinematografici sondati dalla BBC in 52 paesi.
La storia – a parte qualche piccola ‘licenza poetica’ come l’apparizione di Regina, una donna gangster – riproduce la trama originale che si svolge a Chicago durante il proibizionismo: due scalcagnati musicisti jazz Tony e Joe, mentre vagano disperati senza scritture in una gelida sera invernale – dopo aver perso soldi e cappotti scommettendo alle corse dei cani – si trovano fortuitamente ad assistere alla famosa strage di San Valentino. Scampati alla furia della gang assassina e fuggiti per salvarsi la pelle, si trovano costretti a travestirsi da donne per entrare in una band musicale femminile che parte per la Florida. Le due nuove orchestrali Josephine e Daphne vanno incontro a una serie di avventure che mischiano amore, passione, equivoci, malavita e musica: sarà l’atto finale, con una rocambolesca fuga, a siglare il lieto fine con la frase – divenuta celebre e da allora in poi usata per giustificare le più disparate situazioni – “Nessuno è perfetto” (Nobody’s Perfect).
La produzione Dear Friends con i costumi di Chiara Donato, gli elementi scenografici di Roberto Crea, le luci di Luigi Ascione, le musiche di Matteo D’Amico ha tenuto avvinti per due ore gli spettatori, incuriositi dalle soluzioni sceniche, dagli espedienti tecnologici e dalle videoproiezioni escogitate per condensare i momenti epici della vicenda e divertiti dal ritmo comico che non è andato perso nello spostamento dal grande schermo al palcoscenico. Molto applaudita Roberta Lucca (che ha sostituito Euridice Axen) nelle vesti di Zucky Kandisky ‘Zucchero Candito’ affiancata dai valenti Gianluca Ferrato e Giulio Corso e dai bravi caratteristi Francesco Laruffa, Antonio Tallura, Maria Rosaria Carli, Salvatore Esposito, Teo Guarini, Stefania Barca, Davide Montalbano, Michele Demaria.

Laura Caico

 

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