SOPHIA LOREN, ICONA NAPOLETANA


Un successo annunciato. Entusiasmo e calore tutto napoletano hanno accolto al teatro Augusteo lo spettacolo “Celebrando Sophia Loren” organizzato dalla NMAO Notable Music and Arts Organization che realizza eventi e programmi culturali di performance dal vivo negli Stati Uniti e in Europa.
Sophia Loren, girata la boa dei 18 lustri, è già stata osannata con questo “viaggio musicale ed emozionale” a lei dedicato in varie parti del mondo, dopo il debutto avvenuto alla sua presenza a Los Angeles nel 2024: le due serate al Teatro Augusteo offerte al pubblico campano sono un tributo alla storia della sua vita e alla sua dimensione umana e artistica, da sempre inscindibili.
Già dalla presentazione organizzata poco tempo fa al Gran Caffè Gambrinus dal responsabile comunicazione del teatro Augusteo Marco Calafiore, alla presenza dei titolari del teatro i coniugi Giuseppe Caccavale e Roberta Starace, si era percepita la grandiosità dell’evento illustrato in quell’occasione dal tenore Pasquale Esposito, dal M°. Carlo Ponti jr (figlio di Sophia Loren), dal regista e coreografo Ettore Squillace e dal pianista e ingegnere del suono Ettore Gatta curatore di progetti musicali by “Music Solution”.
Sul palco dell’Augusteo “Celebrando Sophia Loren” è stato introdotto – a sipario chiuso – dal M°. Carlo Ponti jr che ha rivolto toccanti parole alla madre la cui influenza ha permeato la sua vita: definendola “una donna combattatrice” ha innescato un moto di spontanea simpatia per l’involontario lapsus linguistico che esprime appieno la grande personalità della madre e la sua indomita resilienza. Tra un flashback e l’altro della sua infanzia e della vita familiare ha raccontato l’ideazione di questo spettacolo che racchiude il glamour e il fascino di un’epoca unica, uscita dallo spettro della guerra, che ha saputo ricostruire con sacrifici e impegno un nuovo mondo di benessere e prosperità.
Presente in platea anche il figlio Vittorio (così chiamato in onore del regista De Sica) nato dal precedente matrimonio con la violinista ungherese Andrea Mészáros e la seconda moglie Mariam Sharmanashvili, a testimoniare il grande valore che il vincolo familiare e l’amore per i suoi congiunti ha sempre rappresentato per la diva di Pozzuoli.
Il tenore Pasquale Esposito da autentico ‘ ambasciatore Napoletano’, dialogando con il Maestro Ponti, ha condotto in modo emotivo e persuasivo lo storytelling, supportato da una travolgente sequenza di inquadrature iconiche della Napoli che fu – grazie alla regia di Ettore Squillace – immagini rubate ai film degli anni ’50 e 60 in cui per il mondo intero la “bella popolana” aveva il volto della ragazza di Pozzuoli che a 16 anni incontrò il grande amore della sua vita, il produttore Carlo Ponti, con cui ha vissuto sino alla sua scomparsa: battimani entusiastici sono stati scatenati da canzoni che hanno siglato tappe importanti del suo percorso artistico e, pertanto, molto care alla diva lontana (che dalla sua casa di Ginevra, collegata in diretta streaming, ha salutato il pubblico con un video messaggio molto applaudito), nonché da filmati con artisti vari, tra cui anche Andrea Bocelli, spezzoni di celebri ‘cult’, balletti, melodie eseguite da superlativi artisti internazionali come lo stesso tenore Pasquale Esposito, il soprano libanese Mayssa Karaa, il cantautore partenopeo Gigi Finizio. L’immensa attrice napoletana Lina Sastri ha voluto rendere omaggio alla Loren anche con l’interpretazione di una celebre scena di “Filumena Marturano”, leggendario ‘cavallo di battaglia’ di Sophia in “Matrimonio all’italiana”: gli interminabili applausi, l’ammirazione e il grande affetto che hanno pervaso la sala del Teatro Augusteo sono arrivati sino alla residenza svizzera da cui la Loren ha seguito a distanza l’evento che ha dipanato il fil rouge della sua vita e della sua carriera.
Il figlio Carlo ha brillantemente diretto trenta musicisti della ‘Los Angeles Virtuosi Orchestra’, impegnati nel riproporre colonne sonore ormai mitiche, arie liriche di Leoncavallo, Rossini e Puccini, brani della canzone napoletana colta e popolare, un vasto repertorio che include ‘must’ come ‘Caruso’, ‘Un amore così grande’, ‘O sole mio’, ‘Funicolì Funicolà’ (col gran finale di “Nessun Dorma” della Turandot) dipingendo un vorticoso affresco musicale: al termine della serata, dopo aver ringraziato gli spettatori e i collaboratori con voce commossa, Carlo Ponti jr ha dichiarato “Il messaggio che mia madre mi ha affidato e che vuole trasmettere al suo pubblico è che Napoli è sempre nel suo cuore come un grande amore ed è molto contenta che si faccia questo evento unico, in suo nome, che mette insieme cinema, teatro e musica, le sue più grandi passioni dopo la nostra famiglia”.

 

Laura Caico

 

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