Un incontro folgorante. Uno dei più importanti scrittori e critici letterari italiani Emanuele Trevi, romano, classe 1964, segno zodiacale Capricorno, ha fatto tappa a Napoli per la rassegna ‘Scrittori In Palcoscenico’ organizzata dalla nota attrice partenopea Veronica Mazza art director del TEDÉR Teatro Del Rimedio: l’evento si è articolato su una visione della letteratura proposta come esercizio di vita, per suscitare le ‘ricordanze’ di cui parlava Giacomo Leopardi, nella omonima poesia ottocentesca della raccolta ‘Grandi idilli’ in cui le reminiscenze del passato tornano in superficie per far rivivere le dolci illusioni dell’infanzia e dell’adolescenza, purtroppo lacerate dalla brusca realtà della vita.
E ancora il Leopardi e i suoi versi “la rimembranza quanto più è lontana, e meno abituale, tanto più innalza, stringe, addolora dolcemente, diletta l’anima” riecheggiano quando Trevi parla della lontananza di fatti ed eventi che occorre richiamare alla mente per esplorare le radici dell’odierna sofferenza del vivere e per ritrovare attimi di intensa felicità: nel suo discorso, come nelle poesie del recanatese, appare evidente che le esperienze e i sentimenti vissuti da giovanissimi improntano l’intera esistenza e che è bello ricordare impulsi, stati d’animo e passioni rarefatti nel tempo e nello spazio per capire meglio noi stessi e il mondo.
In un ipnotico intreccio di passato e presente, di grandi autori e amici personali, di esistenze spiate fra le pagine di mille libri e vita vera, l’illustre conversatore – grande affabulatore e maestro di parole – orchestra un processo cognitivo ed emotivo nell’uditorio: riesce a suscitare il riaffiorare di momenti pregnanti, di attimi significativi della propria vita, seppelliti in fondo alla coscienza ma pronti a rispondere al flauto magico della sua conversazione intrisa di arte e di storia, di grandi famiglie nobiliari, di personaggi della cultura e della politica.
Lo scrittore non si avvale di alcun orpello ma il suono delle sue parole è un innesco ardito che vibra di una musica sotterranea capace di smuovere nella mente degli astanti un flusso di coscienza, associazioni emotive e persino sensazioni fisiche. Mentre lui stralcia passaggi letterari e discorre di amici e maestri, nel suo affascinante e vorticoso incanto linguistico irrompono sorprendenti cliffhanger: i discorsi vengono lasciati in sospeso, per inseguire altri ricordi interrotti da nuovi pensieri e procedere per associazione di idee, in un incalzante caleidoscopio di immagini che balenano alla mente. L’autore de “Il libro della gioia perpetua” naviga sul mare delle emozioni, guidando con mano sicura un vascello fantasma che contiene visioni oniriche, storie di vita, luoghi dell’anima, figure di pensatori, poeti e filosofi tra cui troneggia Raffaele La Capria che lui considera per molti versi il suo maestro, essendone stato ispirato in maniera totalitaria: ne ripercorre i testi, i passi e le residenze, dall’appartamento all’ultimo piano del cinquecentesco Palazzo Doria Pamphilj a Roma al seicentesco Palazzo Donn’Anna a Napoli (uno dei luoghi del suo romanzo ‘Ferito a morte’), pervaso da fantasmi di amanti trucidati, passando da Posillipo a Capri per giungere alla moderna Villa La Capria, con vista sui Faraglioni. Il fil rouge della memoria illumina altri luoghi, altri momenti della crescita umana – soprattutto dell’infanzia che lo scrittore definisce ‘il paradiso della vita’ – mentre l’attrattore scatenante delle parole, usate con disarmante semplicità, scuote nel profondo i ricordi custoditi in fondo al cuore di ognuno: Trevi sonda emozioni sommerse dal trascorrere del tempo, ma mai veramente dimenticate e conclude tra gli applausi la coinvolgente narrazione che ha tenuto avvinti gli intervenuti, sospendendoli per qualche ora nella magia di un sogno.
LAURA CAICO





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