Nasce TANNICA WINE CLUB: un luogo che inverte le regole del gusto


Nasce Tannica Wine Club, un luogo che sovverte le regole del gusto e arricchisce la scena enogastronomica vesuviana con un format inedito e audace. Nelle suggestive cantine storiche di Villa Guerra, a Torre del Greco, prende vita questo progetto esclusivo firmato Josè Restaurant e gestito dal giovane Antonio Confuorto. Qui, si inaugura una nuova filosofia: prima si sceglie il vino, poi il cibo.
Il cuore pulsante del locale è la monumentale carta curata dal sommelier Salvatore Maresca, che guida gli ospiti come un vero Virgilio in un viaggio attraverso oltre novecento etichette italiane ed estere, tutte rigorosamente in edizione limitata e frutto del lavoro di piccoli artigiani del vino. Bottiglie rarissime, prodotte in poche decine o centinaia di unità, trasformano ogni scelta in una caccia al tesoro enologica, dove il vino diventa protagonista assoluto e il racconto dei territori si intreccia con il piacere della degustazione.
La cucina, pensata per esaltare le sfumature dei vini selezionati, propone una serie di assaggi d’autore che uniscono la tradizione campana e tocchi sorprendentemente esotici. Lo chef Antonio La Cava ha creato un menù dinamico, legato alla rigorosa stagionalità e alla disponibilità dei migliori ingredienti, e che spazia dalla polpetta al sugo, al vitello tonnato, a incursioni internazionali come il bao alla genovese, a sperimentazioni gourmet come la pizza in pala con stracciatella, pomodoro semidry e polvere di oliva, fino alle rivisitazioni iconiche della tradizione locale, come la versione d’alta cucina del “’O per e ‘o muss” e il risotto patate, provola e limone.
La carta permette abbinamenti sorprendenti. Ad esempio, gli champagne di nicchia come Hervé Rafflin, “La Nature” Extra Brut Premier Cru o “Laurianne Lejour” Premier Cru Nature, trovano un equilibrio audace accostati al bao alla genovese o al tradizionale “’O per e ‘o muss”. Allo stesso modo, rarità territoriali come il Crisò di Casa Rareca esaltano la freschezza del risotto patate, provola e limone, mentre il metodo classico “Tenute Nura – Blanc de Noirs” offre la struttura necessaria per accompagnare l’intensità di piatti più robusti, quali la polpetta al sugo o il vitello tonnato.
Così, tra bollicine vibranti e sentori ancestrali, la carta dei vini non si limita a completare il pasto, ma ne diventa custode, sigillando nel ricordo di ogni ospite non solo il gusto, ma l’emozione autentica di un viaggio sensoriale che continua a vivere ben oltre l’ultimo brindisi.

 

UFFICIO STAMPA

Maria Consiglia Izzo

 

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