Un viaggio tra vino, storia e meraviglia, il Grand Tour rivive all’Archivio Storico


Storia, Sapore e Spirito Ribelle: Il Grand Tour “Archiviato”
Storia, Sapore e Spirito Ribelle: Il Grand Tour “Archiviato”
Storia, Sapore e Spirito Ribelle: Il Grand Tour “Archiviato”
Storia, Sapore e Spirito Ribelle: Il Grand Tour “Archiviato”

Con il progetto “Archivio Storico: cronache enogastronomiche del Grand Tour”, Napoli ha dato il via a un ciclo di sei appuntamenti mensili che promettono di far rivivere l’incanto dei viaggiatori europei del Settecento e Ottocento.

Un percorso sensoriale e culturale che intreccia sapori, paesaggi e memorie, inaugurato con l’evento “Sulle tracce di Goethe: l’elogio della natura e del vino campano”.

Il primo incontro al ristorante del quartiere Vomero a Napoli ha condotto i partecipanti in un’immersione nella Napoli borbonica, celebrando la bellezza del Vesuvio, dei Campi Flegrei e il ruolo centrale della Campania nel Grand Tour.

L’atmosfera dell’attività ristorativa situata sulla collina partenopea ha rievocato l’arrivo dei grandi intellettuali europei, incantati dalla natura e dalla viticoltura locale, culminando in una raffinata degustazione di Falanghina dei Campi Flegrei — un vino che, già allora, conquistava i palati più esigenti con la sua mineralità vulcanica.

L’etichetta prescelta per la conviviale del 6 novembre 2025 è stata quella di Cantine Federiciane

A guidare la serata è stato Luca Iannuzzi, patron dell’Archivio Storico e appassionato divulgatore della cultura borbonica. Con aneddoti e curiosità, ha saputo trasportare il pubblico in un’epoca di scoperte e meraviglie.

“Vogliamo far rivivere non solo i sapori, ma anche lo spirito di stupore che animava i viaggiatori del Grand Tour,” ha dichiarato il patron del locale vomerese, nonché di Nabilah a Bacoli e ScottoJonno alla Galleria Principe di Napoli.

Lo chef Emanuele Esposito di Archivio Storico ha firmato un menu che ha trasformato la cena in un vero Grand Tour gastronomico

  • Mare a Corte: bruschetta mediterranea di pane raffermo con polpetta alle alici, pomodoro, capperi, pinoli e uva sultanina, evocazione delle rotte marinare del Sud.
  • Mescafrancesca: pasta mista con totani, crema di patate e una spolverata di olive nere caiazzane, tributo alla cucina popolare campana.
  • La patata del Grand Tour: patata cotta al forno sotto cenere con hummus di ceci e salsa chimichurri, simbolo delle contaminazioni culturali con le erbe delle Americhe così simili a prezzemolo e basilico mediterranei
  • Nera di Capri: fettina di torta Caprese al cioccolato con gelato al cioccolato fondente, dolce epilogo ispirato alla tradizione pasticcera dell’isola.
  • A completare l’esperienza, il cocktail “Brigante” ideato da Mirko Lamagna e presentato da Antonio La Pietra: un mix audace di gin, mezcal, olio d’oliva, lampone e cacao, perfetta metafora dello spirito avventuroso e anticonformista del Grand Tour.

L’evento ha sottolineato il ruolo centrale di Napoli e del Regno delle Due Sicilie come tappe imprescindibili per gli aristocratici europei, attratti da arte, storia e paesaggi mozzafiato.

La cultura borbonica, con le sue influenze italiane, spagnole e francesi, ha lasciato un’impronta profonda che ancora oggi affascina e ispira.

Il prossimo appuntamento, “La festa del Regno: i banchetti natalizi alla Reggia”, è previsto per giovedì 18 dicembre, promettendo un nuovo capitolo di questo viaggio tra gusto e memoria.

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