TURISMO ESTETICO, QUANTI DISASTRI


Un fenomeno in crescita esponenziale. Parliamo del turismo estetico che dietro l’ammaliante sirena della “bellezza low cost” attira ogni anno un numero impressionante di persone di tutte le età in paesi stranieri per sottoporsi a interventi di chirurgia plastica a prezzi irrisori ma – ahimè – anche con moltissimi rischi.
Per conoscere la sua opinione, intervistiamo il prof. Alfredo Borriello Direttore del reparto di Chirurgia Plastica dell’Ospedale del Mare e docente presso la Scuola di specializzazione in Chirurgia Plastica della II Università di Napoli (SUN), specializzato in Chirurgia estetica e ricostruttiva della mammella e nella Chirurgia del volto (in particolare delle Rinoplastiche).
Prof. Borriello, anche ultimamente si sono verificate gravi conseguenze per questa “bellezza low cost” sempre più diffusa, come nel caso del turista britannico Martyn Latchman morto recentemente a Istanbul a seguito di complicazioni dopo un trapianto di capelli presso una clinica.

Che può dirci in proposito?
“I paesi più interessati dal fenomeno sono la Thailandia e anche la Turchia, la Tunisia, il Marocco e l’Albania (che soprattutto gli italiani preferiscono, data la vicinanza e le poche ore di volo) ma si sono verificati talmente tanti casi di interventi non riusciti che il problema non va sottovalutato: i pazienti devono capire che la vacanza non è una cosa da abbinare a un intervento, anche perché non esiste degenza nè controllo del postoperatorio. Queste offerte “turistiche” provengono da siti che sbandierano coupon di interventi a prezzi stracciati per attirare i pazienti ma poi li dimettono immediatamente dopo l’operazione senza curarsi di possibili complicanze, sempre pronte ad insorgere: il viaggio, lo stress dell’intervento (che – voglio sottolineare – per quanto sia di routine, comporta sempre un trauma per l’organismo, a cui non tutti possono reagire positivamente), il mancato riposo sono ‘mine vaganti’ che rischiano di esplodere da un momento all’altro.”
La sua unità operativa all’Ospedale del Mare è rinomata per interventi di altissimo livello come la chirurgia bariatrica e la Ricostruzione del Seno con Tessuti Autologhi (ovvero il Lembo DIEP e il Lembo Gran Dorsale), notevoli esempi di microchirurgia avanzata e pochi giorni fa è salita agli onori delle cronache per il delicatissimo intervento di ricostruzione dell’orecchio di un sedicenne tranciato da un’elica del motoscafo da cui si era tuffato a Capri: ma a proposito del “turismo del ritocco” quante di queste situazioni si è trovato ad affrontare nella sua esperienza professionale?
“In qualità di Direttore U.O. Chirurgia Plastica dell’Ospedale del Mare mi sono trovato ad aiutare numerosi pazienti – oltre una quindicina nell’ultimo anno – con problemi che andavano dalla “deiscenza della ferita” con esposizioni o fuoriuscite delle protesi, riaperture parziali o totali delle incisioni chirurgiche precedentemente suturate (che hanno messo a rischio di infezioni i tessuti sottostanti, gli organi o gli impianti), a liposuzioni e addominoplastiche malfatte con avvallamenti, depressioni e necrosi tessutali: ancora, ci siamo trovati di fronte a complicanze respiratorie importanti, fino a avere aggravamenti della salute in generale come emorragie ed embolie polmonari che hanno richiesto ricoveri ospedalieri di diversi giorni con conseguente esborso economico sulla sanità pubblica e occupazione di posti letto sottratti a patologie più gravi. Sconsiglio vivamente di cedere a questi miraggi perché la salute è fondamentale e il nostro organismo non è un giocattolo da sottoporre a trattamenti invasivi senza le dovute verifiche e cautele indispensabili per non rischiare addirittura la vita”.

 

LAURA CAICO

 

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