Charlie Chaplin fa capolino al Teatro alla deriva al Giardino dell’orco di Pozzuoli


Tutto il mio amore è per Charlie Chaplin: il divino vagabondo, il divino fanciullo, il comico, il clown“, ebbe a dire il premio Oscar Roberto Benigni, quasi ultimo erede della maschera di Charlot. Impossibile non pensare al capolavoro Tempi Moderni nel finale de Il Mostro o alle gag slapstick ne La vita è bella così ispirate alla maschera di Charlot. Un paragone difficile e forse impossibile per chiunque si avvicini al mostro sacro britannico, trapiantato negli States.

CHARLIE CHAPLIN, L’UOMO DIETRO LA MASCHERA

Ha provato ad avvicinarsi alla sua figura leggendaria Franco Nappi, regista e autore della drammaturgia Charlie Chaplin, l’uomo dietro la maschera, andata in scena lo scorso 6 luglio al Teatro alla deriva al giardino, storica kermesse estiva diretta da Giovanni Meola e giunta alla sua XIV edizione.

Il primo di 4 appuntamenti ogni domenica di luglio, tutti alle 19 e con la luce naturale del tramonto sul lago flegreo dell’Averno, ammirato dal crinale de Il giardino dell’orco dove quest’anno si svolge la manifestazione, ha visto in scena Mario Autore nei panni di Chaplin e Chiara Vitiello in quelli della madre problematica e delle varie mogli del cineasta, nonché dell’ispettrice FBI maccartista.

SOLO LUCI NATURALI SUL LAGO D’AVERNO, SPECCHIO FLEGREO DI VULCANICA BELLEZZA

L’assenza di faretti in favore della sola luce naturale prima del tramonto mette metaforicamente a nudo gli interpreti, puntando sulla totale forza attoriale senza le vesti del disegno luci che permettono di dialogare col pubblico e scandiscono la mise en scene.

Un paradosso per un’icona cinematografica come Chaplin, abituata dietro e davanti la macchina da presa ai fari e alle Luci della ribalta e alle Luci della città, per citare due tra i suoi titoli più famosi, capolavori immortali della Storia del Cinema.

La drammaturgia di Franco Nappi, regista di questo Charlie Chaplin – l’uomo dietro la maschera e anche attore in scena (interpreta il fratello/fratellastro del mito del cinema muto), esordisce con l’interrogatorio maccartista al povero artista britannico, comunista sospetto, per poi fare un viaggio a ritroso nel tempo, fino alla sua infanzia.

Una bella sfida per gli attori, alle prese con una scenografia minimalista, per usare un eufemismo: un appendiabiti per cambiarsi nel corso dei vari capitoli della pièce, un telo sull’erba e nessuna luce artificiale, solo due casse per musica e microfoni.

MARIO AUTORE NEI PANNI DI CHAPLIN – CHARLOT

A dare l’acqua della vita sul palco improvvisato en plein air al leggendario Chaplin ci pensa Mario Autore, già convincente e giovane Eduardo De Filippo nel film TV di Raiuno diretto da Sergio Rubini, nomination ai Nastri d’argento 2021 come miglior attore.

Autore mette in mostra tutta la sua abilità nel passare dal bambino al giovane sognatore, dall’adulto ricco e decisamente ingenuo col gentil sesso all’anziano cineasta de L’ultimo dittatore e di Tempi Moderni.

Si ripercorrono, pertanto, le fasi del Cinema muto e dell’avvento del sonoro nel lontanissimo 1926 con una grazia e un’eleganza degni dell’ultimo grande umanista del Novecento.

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