TRADIZIONE E INNOVAZIONE AL RISTORANTE DI PALAZZO MURAT


“That’s amazing!”: esclamano puntualmente i turisti di Positano, esponenti   del jet set internazionale a proposito de “Al Palazzo” il rinomato ristorante, immerso in una lussureggiante macchia mediterranea, parte integrante di “Palazzo Murat”. Ed è qui, “Al Palazzo”,  che fin  dall’inizio di questa stagione turistica epocale con cifre di incoming da record, puntualmente si registra la così detta “Caccia al tavolo” , provocando l’effetto del  sold out quotidiano sia per il lunch che per il dinner. Ma qual è il must di questa brillante Estate 2022 di “Al Palazzo”? Ci risponde Aniello Cascone, lo Chef Executive della struttura che testualmente riferisce: “Il piatto più gettonato della  stagione è il “plateau”, ovvero una pietanza a base di “crudi” di pesce, la cui  preparazione richiede particolare cura e attenzione sia per la modalità del taglio, che per l’abbattimento di temperatura dei pesci selezionati. In genere, ” ha proseguito Cascone, “il crudo viene accompagnato da salsine di maionese agli agrumi o gel alla lavanda e zenzero marinato. Per la composizione del  plateau, noi utilizziamo gamberi, scampi, cannolicchi, granelli di sabbia, vongole veraci, tartufi di mare, palamita, lampuga, seppie e calamari”.

Ma qual è la pietanza top in merito a primi piatti? “Lo “Spaghettone ai quattro pomodori”, risponde Cascone”, “che vanta una  pasta di Gragnano famosa per la sua essicazione abbinata ad un sughetto, mixage di quattro qualità  di pomodorini, coltivati a Km0 nell’orto botanico di Palazzo Murat, nella fattispecie datterini rossi e gialli , cuori di bue e pomodoro San Marzano macerati per un’intera notte con cipollotto bianco, basilico, origano per poi essere saltati in padella il mattino seguente.”

Per il secondo piatto, viene suggerita una  selezione di pesci a taglio quali il rombo, proposto con un guazzetto di patate e limone ed il dentice all’acqua pazza rivisitata.  Per il dessert, il ristorante “Al Palazzo” suggerisce accanto alla classica delizia al limone, il “Giardino Positanese”, ovvero un disco di pasta frolla su cui vengono adagiati fiori veri commestibili quali  germogli di ravanello e soia, fiori di limone e di arancio, raccolti nel giardino del Palazzo, guarnito con micro sculture di quattro creme: nocciola, vaniglia, mandorle e zuppa inglese. Infine, in un’ atmosfera cosmopolita, dove si individuano clienti appartenenti a etnie diverse, è d’uopo rilevare qualche curiosità inerente alle tendenze culinarie delle varie Nazioni. “L’Americano”, afferma lo chef Cascone ”insegue i sapori della tradizione, prediligendo piatti tipici della cucina campana quali ad esempio il ragu’ con le polpette o la pasta alle vongole. L’europeo, invece, soprattutto il cliente francese, è molto esigente per ciò che concerne le modalità di preparazione della singola pietanza; ed ancora l’asiatico ama i piatti di pesce crudo e gli indiani, new entry come turisti del nostro territorio, sono ancora strettamente ancorati al loro stile alimentare, basato essenzialmente sul riso confezionato con spezie piccanti e non”.

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