SANFELICE: NOBILTA’, PRIVILEGIO DELL’ANIMA


Un privilegio da meritare. La nobiltà è per Don Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, dei Duchi di Bagnoli dei Duchi di San Cipriano, “uno stato dell’anima” che impone obblighi e doveri verso chi è più sfortunato e alla cui disperazione va dato sollievo: per questo il marchese napoletano, classe 1946, segno zodiacale Acquario – la cui Famiglia l’anno scorso ha festeggiato i mille anni di storia, da quando nel 1018 il primo nucleo di Cavalieri normanni venne in Italia meridionale – oltre a svolgere il suo ruolo di imprenditore, amministratore della Sanfelice Engineering srl e componente di consigli di amministrazione, si prodiga in ambito solidale, facendosi promotore di varie iniziative di beneficenza in ogni campo, particolarmente per disabili e piccoli malati, nell’Assistenza Sociale e Ospedaliera del Sacro militare Ordine costantiniano di San giorgio attraverso il Corpo Nazionale di Soccorso Costantiniano e anche in quello Internazionale impegnato in missioni umanitarie in Madagascar e nei teatri di guerra, in Kosovo, Libano e in Afghanistan.

Marchese, in che modo oggi la nobiltà può svolgere un ruolo utile alla collettività?

“Sono dell’avviso che vale sempre la pena di sacrificarsi per i propri ideali e – in base all’educazione e ai principi morali tramandati dagli antenati – oggi un rappresentante dell’aristocrazia deve dare prova di possedere requisiti morali come generosità di sentimenti, elevatezza morale di pensieri e di propositi: secondo la Costituzione italiana vigente i titoli nobiliari non sono riconosciuti e, nel tempo, la classe aristocratica è stata privata dei benefici economici di cui godeva in quanto rappresentante di uno Stato, di un governo a cui partecipava in nome del territorio e dei suoi abitanti ma ha ancora una funzione sociale, morale e culturale da svolgere.”

Ci può illustrare cosa facevano in passato i nobili e se attualmente le stesse funzioni sono svolte da altri organi?

“Il nobile aveva il dovere di custodire, proteggere e tramandare ai posteri valori spirituali, tradizioni e consuetudini materiali: sovrintendeva all’applicazione delle leggi, doveva difendere il feudo ed il popolo da insidie e pericoli esterni, esercitava il potere politico e spirituale come il Re disponeva e come la comunità riconosceva e accettava.

 Sintetizzando, potremmo dire che i nobili – lungi dal trascorrere in ozio la loro vita – dovevano occuparsi di impegni gravosi che andavano oltre la gestione del proprio patrimonio (compito non certo di poco conto), per esempio collaborando alla conduzione interna ed estera dello Stato, assumendosi la responsabilità della difesa comune, amministrando la giustizia: queste funzioni  – ritenute fondamentali per la gestione di uno Stato – sono oggi ricoperte da funzionari pubblici, autorità civili e militari, Magistrati, a cui si attribuisce un ruolo di primaria importanza.”

Lei è Gran Croce di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Medaglia d’argento al merito Costantiniano, Commendatore dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e ha ricevuto anni orsono il XVI premio Regina Maria Cristina  e nel 2018 il premio “testimonianza 2018” per il suo impegno sociale: ci vuole parlare dei ruoli di spicco che ha ricoperto in prestigiosi sodalizi?

“ Nella mia vita ho avuto vari incarichi sia in campo professionale che in altri ambiti: sono stato Governatore del Pio Monte della Misericordia e Delegato per la Campania del Gran Priorato di Napoli e Sicilia del militare Ordine di Malta, a cui appartengo nelle vesti di Cavaliere di Onore e Devozione. Attualmente sono Componente della Commissione Araldico Genealogica delle Province Napolitane, Deputato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro come Delegato alla Rappresentanza e Patrizio Napolitano del Sacro militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, uno dei più antichi Ordini cavallereschi che ha come fine la propagazione della Fede e la glorificazione della Croce e le cui origini risalgono all’Imperatore Costantino. Vorrei precisare che questo prestigioso Ordine Equestre – il cui Gran Maestro  è il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro e Capo della Real Casa – è stato formalmente riconosciuto nella sua legittimità dallo Stato Italiano, gode dello status consultivo speciale presso il Consiglio Economico e Sociale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ed è presente con le sue Delegazioni  non solo in Europa ma anche nei territori d’oltreoceano. Il “Corpo Internazionale di Soccorso Costantiniano”, di cui sono fondatore e Presidente, fornisce consulenze della Sacra Rota,  assistenza sociale, pedagogica e psicologica, aiuti economici, legali e sanitari ai poveri e ai diseredati dalla sorte, testimoniando ancora una volta che la vera nobiltà è e dev’essere quella dell’animo.”

 

LAURA CAICO

 

 

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