GUIDO GRIMALDI, ARMATORE E CAVALIERE


grimaldi al concorso ippico

Un Flyng Devil. Il soprannome – conquistato insieme al fratello Eugenio nel mondo dell’ippica – dà la misura della vitalità, della prestanza e della determinazione di superare con coraggio ogni ostacolo dell’armatore Guido Grimaldi, classe 1983, segno zodiacale Vergine, londinese per nascita ma napoletano doc per ascendenze familiari e affinità elettive; laureato in Logistica internazionale dell’auto, oggi ai vertici del Gruppo Grimaldi, azienda leader internazionale nei trasporti, in qualità di Corporate Short Sea Commercial Director nonché brillante Presidente di Alis, Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile. Una carriera folgorante, grazie all’intuito, la competenza e “l’aria di mare” respirata in casa che lo hanno fatto appassionare ai trasporti in generale e alle navi in particolare, sin da piccolo: un’infanzia e un’adolescenza equamente divise fra le “passioni di famiglia”, come imbarcazioni e maneggi, ponti di comando e cavalli, sale motori e percorsi di gara. Lo intervistiamo fra due riunioni che lo vedono fare la spola fra il Quartier Generale di Grimaldi Group in via Marchese Campodisola 13 e la nuova sede Alis in via Depretis 62: abbronzato, sorridente, sicuro di sé, è il ritratto del manager di successo con la marcia in più di qualità umane rare nel mondo degli affari come gentilezza, disponibilità, partecipazione sentita ai problemi sociali.

 A chi sente di dovere la sua preparazione alla vita e al mondo del lavoro?

«Mio padre Emanuele è sempre stato il mio faro e a lui devo tanti insegnamenti fondamentali non solo nel lavoro, ma anche per il modo in cui condurmi nello sport, moniti che poi sono disciplina di vita, temprano il carattere e ti aiutano ad affrontare con impegno le tue responsabilità; a mia madre Iliana Iasiello devo il fortissimo desiderio di creare una famiglia unita come la nostra, perpetuando l’armonia e l’amore che lei ha sempre saputo infondervi, l’aria felice di casa quando ci ritroviamo, la voglia di stare insieme e di confrontarci, contando gli uni sugli altri, senza gelosie.»

 Ma adesso lei è sposato, no?

 “Infatti e oggi ho ricreato su quel modello il mio nucleo familiare composto da mia moglie Fabia Mastro, amata sin da giovanissimo, e da 3 adorabili bambini nati “sotto il segno della E”, ovvero Emanuele di 5 anni (un mini-me, energico e vitale), Elena di 3 ed Erminia di appena 1 anno, figli di cui voglio seguire la crescita, senza perdermi i momenti importanti della loro vita: in questo mi sono di guida e incoraggiamento i miei genitori, il loro esempio, la dolcezza e la forza con cui ci hanno allevato. »

E, a proposito di affetti, perché ha scelto di rimanere a Napoli, città sempre difficile in cui  i problemi non mancano mai?

«A Napoli si è spinti a fare cose grandiose proprio dalle difficoltà che si incontrano a ogni angolo e che ti abituano ad aguzzare l’ingegno a piè sospinto, come dimostrano i tantissimi napoletani che ho trovato in giro per il mondo, in posizioni di primo piano: i problemi possono diventare un’opportunità di crescita, stimolano l’intelligenza a trovare soluzioni, a reagire con rapidità, a scavalcare gli ostacoli.»

Torna in ballo il modello equestre?

«Già, l’ombra tecnica dietro tante scelte mie e dei miei fratelli Eugenio e Maria Vittoria, è sempre nostro padre Emanuele, da tutti ormai chiamato Manuel: traiamo forza e sicurezza dal suo addestramento a vincere, a confrontarci con i “salti ad ostacoli” con umiltà e a superarli senza la presunzione di essere al di sopra degli altri. Noi lottiamo per vincere e le nostre gare sono frutto di passione, rigore e desiderio di affermazione: siamo stati educati ad accettare sportivamente le sconfitte ma anche a lavorarci su con impegno “professionale” per tramutarle in vittorie, assioma che costituisce un principio di vita e anche un metodo di lavoro per tutti i Grimaldi».

Quali sono i suoi hobby, oltre l’equitazione?

 “Nel tempo libero preferisco rilassarmi girando per la nostra bellissima Napoli o rifugiandomi nella villa caprese che fu di Bismarck, oggi buen retiro dei miei genitori: viaggi ne faccio continuamente per lavoro, per cui prediligo la tranquillità degli spazi familiari. Ad ogni modo amo la pittura del ’600, come mio padre che è un grande collezionista e partecipiamo insieme a mostre, aste ed esposizioni d’arte, prevalentemente in Europa o negli States.”

Ha qualche sogno ancora da realizzare?

“Sì, il mio sogno più grande è quello di vedere Napoli, la mia terra e l’Italia, la mia patria, risollevarsi dai problemi che le affliggono, risolvendo le questioni finanziarie, incentivando l’occupazione, dando sicurezza lavorativa ai giovani e serenità alle famiglie, attraverso il raggiungimento dell’equilibrio economico: a tutto ciò cerchiamo di dare un contributo con il nostro lavoro che si basa su un chiaro punto di forza, ossia l’Economia del Mare. Infatti, portiamo avanti le istanze per tagliare gli sprechi di Tirrenia – una battaglia che attualmente ci sta molto a cuore – e per istituire un Ministero del Mare di cui l’Italia ha assolutamente bisogno.”

Ci sono prospettive in tal senso?

“Affinchè il nostro Paese investa in questo settore, io impiegherò tutte le mie energie per supportare gli imprenditori che investono in intermodalità nonché i futuri decisori politici, nel complesso compito di rilanciare l’economia italiana: Alis, l’associazione che io presiedo ha deciso di concentrarsi nello sviluppo di  alcuni punti programmatici che sottoporremo all’attenzione del  governo.”

Quali sono i temi più significativi?

“Tra gli argomenti più incisivi per la sostenibilità ambientale, indicherei l’urgenza di un processo di decarbonizzazione del nostro ambiente mediante l’impiego di mezzi di trasporto puliti ed a basso consumo energetico, la necessità di incentivare l’utilizzo in ambito marittimo di batterie al posto dei motori a combustibile, di pitture siliconiche non tossiche sulle navi e di catalizzatori “scrubbers” ed eliche per incrementare l’efficienza propulsiva; in ambito di trasporto stradale, invece, molti nostri associati stanno investendo in camion a gas e camion elettrici.”

Qual è il contributo concreto di Alis al mondo dei trasporti ?

“ALIS ha ideato un’APP che rivoluzionerà l’economia in questo settore, implementando la digitalizzazione del trasporto e della logistica con una piattaforma di interconnessione fra operatori e stakeholder che potranno beneficiare di una vasta gamma di servizi associativi; inoltre, poiché l’Italia è tra i pochi Stati Ue che ancora non utilizza il Cmr elettronico – elemento di sburocratizzazione imprescindibile – Alis Service è titolare di un contratto in esclusiva per l’Italia per la distribuzione del CMR elettronico come mezzo di prova di idoneità del trasporto merci.”

E per l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro?

“Siamo attenti alla formazione delle giovani generazioni, creando sinergie con Università ed Istituti Tecnici Superiori, con percorsi di alternanza scuola/lavoro affinché il mercato sia pronto a ricevere manager e figure professionali altamente qualificate in ambito di trasporti e logistica: difatti, grazie ai nostri associati, abbiamo creato nel corso del 2017 ben 1.500 posti di lavoro.”

Come giudica l’efficienza delle navi italiane?

“La competitività dell’intero sistema trasportistico ed in particolare della flotta mercantile italiana – che in vent’anni è più che raddoppiata per volumi ed occupati – è legata al Registro Internazionale e alla tonnage tax, che hanno consentito di equiparare i costi di esercizio delle navi italiane a quelli dei principali competitor stranieri: difatti, la nostra flotta di bandiera è oggi la terza tra quelle dei Paesi del G20.”

E in merito alle “carrette del mare”?

“Alis sostiene l’esigenza di mantenere un quadro fiscale stabile in linea con le linee guida dell’Ue per migliorare ulteriormente l’attrattiva della bandiera italiana e le condizioni della navigazione marittima: ad esempio, la vita media delle nostre navi Grimaldi è di 11 anni – escluse le nuove (6+6 ro/ro e ro/pax già ordinate e in costruzione) – e ritengo che la permanenza delle navi in mare non debba mai eccedere i 25/30 anni, sia per la sicurezza dei viaggiatori sia per la riduzione dell’inquinamento da combustibile.”

 E in merito alle Autostrade del Mare?

“Credo fortemente che una logistica sostenibile ed efficiente, in cui le AdM occupano un posto cruciale, rappresenti la reale opportunità di crescita e sviluppo per vari sistemi economici del nostro Paese: le aziende italiane possono, infatti, contare su minori costi del trasporto, utilizzando le AdM con ricadute benefiche anche in termini di decongestione del traffico su ruota, di sensibile riduzione sia dell’inquinamento acustico e ambientale che del consumo delle infrastrutture stradali.”

Quindi, i trasporti più efficienti sono la chiave per risollevare i conti nazionali?

“Nel quadro dello scenario economico del trasporto a livello nazionale e internazionale noi possiamo senz’altro rimanere competitivi su un mercato ormai globalizzato. Dobbiamo tutti impegnarci per rilanciare le eccellenze imprenditoriali del nostro Paese attraverso un trasporto sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico che lo porti a riguadagnare la posizione che merita a livello Euro – Mediterraneo.”

 

Laura Caico

 

guido ed eugenio grimaldi

1 Commento

  1. Amedeo
    agosto 30, 2018
    Rispondi

    Bellissimo articolo! Un vero esempio da seguire…!

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