Napoli, inaugurata la mostra “Storie di Giocattoli dal Settecento a Barbie” nel ricordo di Luca De Filippo


“Io credo che con questa mostra abbiamo fatto veramente una cosa molto bella e abbiamo dato l’impronta che volevamo a questo Natale  a Napoli individuando nello “strummolo”, un antico gioco di strada napoletano, il simbolo di questo Natale che è dedicato a Luca De Filippo.” Con queste parole ha esordito  Nino Daniele, assessore alla cultura e al Turismo del Comune di Napoli alla presentazione della mostra “Storie di Giocattoli dal Settecento a Barbie” in corso al Complesso di San Domenico Maggiore, a Napoli, fino al 19 marzo 2017.

“Lo abbiamo fatto ad un anno dalla sua scomparsa. Luca De Filippo due anni fa accettò di venire a dirigere la nuova  scuola del Teatro Nazionale.  Quello che Luca è riuscito a fare per i ragazzi napoletani è qualcosa di meraviglioso.  Lui allora usò un’espressione bellissima per motivare questa sua decisione :  Io vi darò la mia esperienza e voi mi donerete  il vostro consenso.  Mi sembra un messaggio  molto forte. In quella scena in cui Luca Cupiello perquisisce Tommasino e gli trova in tasca lo strummolo e  la refurtiva delle cinque lire sottratte allo zio, per me è una delle scene più alte. Questo bivio che il ragazzo di Napoli in qualche modo conosce, ha di fronte a sé, questa possibilità positiva e negativa che ogni giorno si trovano in queste strade.  L’idea dello strummolo  giocattolo come idea, per dire, in questa città che conosce la tragedia  tra i ragazzi e bambini che si armano e sparano, l’idea del lo strummolo è un modo di dire riconquistiamoci le strade, le famiglie, diamo in mano a questi bambini la vera possibilità di vivere.  Penso che il Natale abbia a Napoli un carattere particolare, che sia una festa insieme più sociale e più raccolta; che l’antica festa della famiglia e della nascita, sacra per  fede religiosa ma anche, da sempre, per la sincera umana partecipazione, abbia saputo, meglio che altrove, difendersi dal pericolo di scivolare nel format natalizio: una festa globalizzata, clamorosa ma anonima, sopraffatta dal frastuono, dedicata al consumo. Con queste “Storie di giocattoli” proviamo dunque ad offrire anche ai bambini , oltre che agli adulti uno spunto di curiosità e di interesse: ed a fare in modo che il nostro bellissimo convento di San Domenico Maggiore sia nei giorni di festa un secondo polo di attrazione, nel centro antico della città, accanto alle botteghe di San Gregorio Armeno ed ai pastori. “

La mostra a cura di Vincenzo Capuano, docente di Storia del Giocattolo all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli  e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, vede in esposizione oltre mille ‘piccoli capolavori’ del Museo del giocattolo di Napoli del Suor Orsola Benincasa, nato dalla passione collezionistica e dalla competenza del  professor  Capuano . La mostra che per molti rappresenta un vero e proprio tuffo nel passato riportando la mente ai ricordi dell’infanzia, ai più giovani mostra  il cammino dell’immaginario ludico dall’età dei lumi alla cultura del benessere del secondo ’900: automi, dame, pulcinella, orsi, pupazzi, giocattoli di legno, teatrini, giochi da tavolo, giocattoli militari, spaziali, di latta, auto, giocattoli di fantasia, trenini…

Pezzi unici ispirati alla tradizione ma anche bambole della nostra epoca come la prima “Barbie”, esposta in costume a strisce. Ideata da Ruth Handler nel marzo del 1959, la Barbie è passata per le mani di intere generazioni di bambine. Fanno parte della collezione anche  una rara bambola con le sembianze dello Sceicco bianco Rodolfo Valentino e una preziosa bambola donata al Museo del Giocattolo dalla figlia dello storico Benedetto Croce ricevuta in regalo dal padre.

Tra le curiosità esposte è possibile trovare i primi birilli, aerei e clown di latta, un flipper in legno, trenini e balocchi vari, oltre ai molti Pinocchio in legno e di dimensioni varie.

Una sezione dell’esposizione è dedicata al ‘falso’ nel mondo dei giochi attraverso la mostra didattica “Con i giocattoli nun s’ pazzea” promossa dall’Associazione “Museo del Vero e del Falso” in collaborazione con la Procura della Repubblica di Napoli: un percorso che, partendo dall’esposizione di giochi sequestrati dalle Forze dell’Ordine ed anche grazie all’aiuto di giochi interattivi, punta a sensibilizzare il pubblico ai valori della legalità e della sicurezza dei consumatori; a cominciare dalla salute dei più piccoli.

orario lunedì-giovedì 10.00-19.00 venerdì e sabato 10.00-22.00 domenica 10.00-19.00 l’orario di visita sarà prolungato fino alle 23 in occasione di eventi speciali
biglietti intero 5,00 € ridotto 3,00 € (cittadini UE tra i 6 e i 18 anni o con più di 65 anni; gruppi di almeno 15 persone; studenti dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa; possessori di carte/sconti) scuole 1,00 € gruppi scolastici, dietro presentazione dell’elenco degli alunni su carta intestata della scuola gratuito previa esibizione di un documento attestante: minori di 6 anni; portatori di handicap e loro familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria (Decreto Ministeriale n. 239 del 20 aprile 2006); un insegnante ogni 20 alunni; giornalisti in regola con il pagamento delle quote associative (vedi DD del 7/09/2016 DG-Musei)
facilitazioni per famiglie: a partire dal secondo figlio minorenne 1,00 € a bambino nonni: un over 65 più almeno 2 minori 5,00 € invece di 9,00 € la mostra è inserita nel circuito artecard

Anna Feroleto

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