Cittadina rumena disse di aver abortito dopo manganellata, la Procura chiede il processo per calunnia


“Dire di aver perso un figlio per colpa di un Poliziotto, una menzogna talmente grave ed odiosa che si stenta a crederci. Ma purtroppo queste sono invece verità con cui facciamo i conti di continuo… Colleghi che subiscono indicibili conseguenze solo per aver fatto il proprio lavoro. Questa è la verità con cui facciamo i conti da sempre, ed adesso ecco l’ennesimo caso di cui certamente non si sentiva il bisogno, ma che invece è solo l’assaggio della deriva cui andiamo incontro dopo le sciagurate previsioni contenute nel disegno di legge per l’introduzione del reato di tortura, che nei fatti rappresentano solo un modo per consentire che si centuplichino le denunce strumentali e fasulle contro di noi”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia alla notizia che la Procura di Milano ha chiuso le indagini su Ionica D., la cittadina rumena che, lo scorso novembre, aveva abortito e poi raccontato ai medici di essere stata colpita due giorni prima con un manganello da un agente durante lo sgombero dei centri anarchici “Corvaccio” e “Rosanera” a Milano. Il pubblico ministero le contesta l’accusa di calunnia, formulata in concorso con altre due persone, che avrebbero testimoniato a suo favore. “Lo sconforto e la demotivazione che serpeggiano fra le migliaia di Appartenenti al Comparto – aggiunge Maccari – non necessitavano certamente di una notizia così grave, che comunque non può peggiorare poi più di tanto una situazione già gravemente compromessa”.

“L’unica domanda che rimane – conclude il Segretario Generale del Coisp – è se quando tutto sarà finito e le accuse dovessero essere confermate… chi pagherà per un torto talmente orrendo arrecato non solo al collega, ma anche all’intera Polizia di Stato ed a tutto quanto rappresenta la nostra divisa? La risposta purtroppo la conosciamo già, perché è sempre la stessa: non pagherà nessuno. Proprio come nessuno pagherà mai per la moltitudine di accuse ingiuste e fasulle e vigliacche che ci pioveranno addosso nel futuro. E tutto mentre i nostri politici, quelli che amano ricoprirci di elogi e solidarietà quando portiamo a casa il risultato o i colleghi sui lettini delle ambulanze, non alzano un dito per difendere la dignità delle Forze dell’Ordine, considerate qualcosa da cui difendersi invece che qualcosa che difende!”.

Coisp

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