A Torino e Milano cori contro i caduti di Nassiriya, contro Raciti e i Marò


“I nostri Vertici ed i Rappresentanti Istituzionali sono buoni ad intervenire prontamente e duramente per dare messaggi chiari e netti ai cittadini solo quando si tratta di pugnalarci alle spalle, quando si tratta di insultarci, loro per primi, quando si tratta di abbandonarci a giudizi sommari, anzi incoraggiandoli, quando si tratta di farsi belli sulla nostra pelle, approfittando dei risultati che nonostante tutto raggiungiamo solo ed unicamente grazie al nostro personale sacrificio. Ma i nostri Vertici e quasi tutti i Rappresentanti Istituzionali non sono altrettanto pronti ad intervenire, a parole o con i fatti, quando si tratta di difendere il nostro onore, il nostro ruolo, le nostre persone, i nostri stessi morti. Non sono pronti, non hanno tempo, non hanno voglia, non ne hanno il coraggio. E’ una vergogna senza fine quella che si è vista a Torino e Milano. Ognuna delle voci scellerate che ha preso parte a quei cori ignobili ed incommentabili vanifica le morti di tanti eroi silenziosi. Ma la vergogna più grande è il silenzio che è seguito, e che testimonia come in questo Paese ingrato ed ipocrita si reputi giusto prendere posizione solo quando si tratta di farlo CONTRO uno di noi o, peggio, tutti noi, a qualsiasi titolo, per qualsiasi motivo, ad ogni minimo errore o presunto tale. Accanirsi contro persone morte nell’adempimento del loro dovere, persone che hanno dato la vita per il Paese e per tutti gli italiani… cosa può esserci di peggio? E dove sono oggi i sempre prodighi di commenti che non mancano mai un microfono o una telecamera o un tweet o un messaggino su facebook? Dove sono i Giuliani, gli Aldrovandi, i Cucchi, i politici, i commentatori, il Capo della Polizia, il Ministro dell’Interno, i Presidenti di questo e di quello? Dove sono le reazioni indignate, le lezioni di rispetto, i giudizi senza appello, le proposte di istituire nuove severe punizioni contro persone che testimoniano senza mezzi termini quell’odio e quella violenza che di norma le porta a tentare di aggredirci e farci a pezzi nelle piazze? Ah già…in Italia la morte di qualcuno, per qualsiasi motivo avvenga, conta solo se non porta la divisa, la vita di qualcuno va difesa solo se non porta la divisa, i diritti ce li hanno solo quelli che non portano la divisa, un’aggressione non è tale se la subisce chi porta la divisa. Questa è l’Italia della difesa e del rispetto degli altri concepiti a senso unico”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a commento di quanto avvenuto nei giorni scorsi prima a Torino, in occasione della manifestazione a sostegno dei No Tav per i quali è in corso il processo per i danneggiamenti in Val di Susa durante la quale si sono sentiti cori contro i soldati italiani che morirono a Nassiriya e contro l’Ispettore Filippo Raciti, ucciso a Catania in occasione di un derby; e successivamente a Milano, in occasione dell’altra manifestazione per il 25 Aprile, quando alla vista dei Militari che si occupano dei controlli anti-terrorismo all’entrata del Duomo, un gruppo di manifestanti ha intonato il coro shock: “a morte i due Marò”, in riferimento ai militari trattenuti in India…..

Coisp

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