“Ai giovedì di Casa Martelli”: si parla di araldica e di Donatello


Il primo appuntamento del 2015 con “I giovedì di casa Martelli” è previsto per il 29 gennaio, alle ore 17, nel museo di via Zannetti 8, a Firenze. Il titolo dell’incontro, che vedrà protagonista Alessandro Savorelli, già ricercatore presso la Scuola Normale di Pisa, è il seguente: “Lo stemma più bello del mondo: il grifone di casa Martelli. Arte e araldica da Donatello ai Della Robbia”. L’ingresso all’incontro è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Firenze è stata definita la città più “araldizzata” d’Europa, perché è impossibile, per chi vi si aggiri, non imbattersi in migliaia di stemmi: scolpiti, dipinti, affrescati, marcano le superfici dei palazzi, ne invadono le chiese, si mescolano – ora discreti, ora vistosi – alle immagini d’arte o ne sono parte integrante. Il codice araldico è, oltre che un sistema di identificazione personale e collettivo, anche un catalizzatore di idee, messaggi culturali, religiosi e politici, di modi di pensare, di sensibilità artistiche: da pochi decenni gli storici e gli storici dell’arte affrontano l’araldica senza più considerarla solo un mezzo per datare un’opera, un apparato decorativo esteriore o addirittura una curiosità esoterica, ma come un fenomeno sociale dalle molteplici implicazioni.

L’impressionante grifone dello stemma dei Martelli, attribuito a Donatello e il cui originale è conservato al Bargello mentre nel Museo di casa Martelli è visibile una copia, è l’esempio più straordinario dell’evoluzione stilistica che le figure araldiche subirono a Firenze negli anni centrali del Quattrocento. Come una meteora, unica in Europa, i grandi maestri del primo Rinascimento – da Donatello, a Desiderio da Settignano, al Rossellino, a Filippo Lippi, ai Della Robbia – riscrissero quel codice figurativo, altrove consunto, nei modi affascinanti del “naturalismo” umanista. La loro lezione fu ripresa dall’Ammannati a metà Cinquecento, per essere poi dimenticata alle soglie del Barocco.

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