Cappelle Medicee: due medaglie inedite e un concerto di musica antica per omaggiare l’Elettrice Palatina


La Dinastia Medici continua a regalare sorprese. A un mese dalla chiusura della mostra “Arte e Politica. L’Elettrice Palatina e l’ultima stagione della committenza medicea a San Lorenzo” – in corso nel Museo delle Cappelle Medicee fino al 2 novembre -, il prossimo 7 ottobre, alle 17.30 nella Cappella dei Principi del suddetto museo, si terrà un incontro dal titolo “Novità intorno all’Elettrice” durante il quale saranno presentati due inediti medaglioni in avorio con i ritratti di Giovanni Guglielmo Elettore Palatino del Reno e di Anna Maria Luisa de’ Medici Elettrice Palatina. Alle 18 seguirà il concerto “Ultimate Codex. Fine di un’era di committenze musicali nel ‘500”, con musiche rarissime composte da autori di inizio XVI secolo. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

I DUE INEDITI MEDAGLIONI

È nell’ambito della mostra che si sta svolgendo al Museo delle Cappelle Medicee che l’antiquario e collezionista mediceo, Alberto Bruschi, presenterà al pubblico due inediti medaglioni in avorio provenienti da una collezione privata. Il mausoleo mediceo, sede da ormai molti anni di appropriati approfondimenti storici e storico-artistici su Granduchi e Granduchesse Medici, accoglierà come arricchimento dell’esposizione i due inediti ritratti dello scultore francese Jean Cavalier (attivo fra il 1680 e il 1707) raffiguranti Giovanni Guglielmo Elettore Palatino e la consorte Anna Maria Luisa de’ Medici, che rimarranno esposti in mostra fino al 2 novembre. Il Cavalier, scultore specializzato in medaglioni ritratto e attivo presso numerose corti d’Europa, eseguì i due medaglioni circa l’anno 1700; altre sue opere sono conservate a Berlino, Vienna, Dresda, Kassel, Stoccolma e Londra. Del Cavalier è, a parere di Bruschi, anche il medaglione raffigurante Luigi XIV di Francia (il Re sole) conservato al Museo degli Argenti (inv. Bargello 1879, n. 184).

IL CONCERTO DI MUSICA ANTICA

A seguire, si terrà “Ultimate Codex. Fine di un’era di committenze musicali nel ‘500”, concerto per cultori della musica antica con brani tratti dal Medici Codex del 1518, eseguito dall’Opera Polifonica sotto la direzione di Raffaele Puccianti. Si tratta di un omaggio alla stirpe medicea che Anna Maria Luisa volle tramandare e proteggere grazie al prezioso documento noto come Patto di famiglia. Se questo rappresenta un documento di fondamentale importanza culturale e politica, il Medici Codex del 1518, raccolta di brani musicali di grandi autori del Cinquecento articolato in due volumi e assemblato sotto il regno di Papa Leone X ad opera del grande musicista Juan Mouton, testimonia uno dei tesori più grandi di tutta la storia musicale occidentale. In esso sono contenute opere di uno dei più grandi compositori del ‘500: Josquin Des Prez, ma anche di Costanzo Festa, Andreas de Silva, Adrian Villaert, Johannes de la Fage, Pierrequin de Thérache. Il programma del concerto rende omaggio ad alcuni dei musicisti presenti appunto nel Codice Medici del 1518 e contemporaneamente mette in luce alcuni brani scritti da compositori del Cinquecento legati alla città di Firenze e alla corte medicea. È il caso del celebre mottetto Ingredere foelicissimis auspiciis urbe tuam di Corteccia, scritto per le nozze di Cosimo I dei Medici con Eleonora di Toledo. Tale brano, che apre il concerto, fu cantato e suonato sotto l’arco della porta al Prato a Firenze. Chiude il concerto il monumentale e complicatissimo Credo a 8 voci di Nicholas Gombert, celebre compositore fiammingo allievo di Josquin Des Prez.

UNA MOSTRA PER OMAGGIARE L’ELETTRICE

È l’occasione di parlare ancora un po’ di questa esposizione che ha avuto ottima accoglienza da parte del pubblico variegato e numerosissimo che frequenta il Museo. La mostra presenta, nella cripta della Cappella dei Principi, una rapida carrellata volta a far la conoscenza della Principessa.

La sua infanzia, passata a Poggio Imperiale, sotto la guida della nonna Vittoria della Rovere, assieme ai fratelli, figli di Cosimo III e Marguerite Louise d’Orléans, Ferdinando (nato nel 1663) e Gian Gastone (nato nel 1671), e allo zio, Francesco Maria, fratello di Cosimo III, nato nel 1660 e quindi quasi coetaneo dei tre bambini.

Gli anni della sua educazione e della promessa in sposa, con le nozze testimoniate da oggetti rarissimi e preziosi mai prima esposti (uno stendardo augurale, l’incisione delle feste fatte in suo onore, un ritratto eseguito – con ogni probabilità – appena giunta in Germania).

Un breve cenno agli anni tedeschi, alla committenza artistica, alle feste, ai momenti trascorsi con il marito Giovanni Guglielmo Elettore Palatino, per poi tornare a Firenze dopo la sua morte. Gli anni fiorentini, il suo crescente dolore per la fine della casata e, alla morte del fratello Gian Gastone (1737), la decisione di legare il patrimonio per sempre alla città e allo Stato (di Toscana), impedendone la dispersione e la vendita, come accaduto alle altre dinastie (Este, Borbone…).

Poi ancora il pensiero verso il futuro. Lasciare tutto in ordine e con questo si dette carico di far risanare la basilica di San Lorenzo, beneficiata dalla sua casata fin dal Quattrocento, quale chiesa parrocchiale della famiglia. Ed è qui il punto nodale della mostra che esibisce modelli, progetti, disegni e documenti che testimoniano questo suo ultimo desiderio.

 

 

 

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