UNIONI GAY: APPELLO AL PAPA DI CECCHI PAONE, “FACCIA UN PASSO PER LE UNIONI D’AMORE”


“Il Papa faccia un passo ulteriore verso il mondo gay, dimostri di voler tributare un giusto riconoscimento alle unioni d’amore, anche omosessuali”. E’ questo l’appello lanciato da Alessandro Cecchi Paone alla Chiesa in occasione della serata No Omofobia organizzata al Cycas di Bacoli, il locale di Luigi Scamardella dove si sono dati appuntamento numerosi esponenti del mondo LGBTQI e gayfrendly per dare vita ad una manifestazione unica nel suo genere.

“Papa Francesco”, ha spiegato infatti Cecchi Paone, “ha già dato un segnale forte dicendo chi sono io per giudicare gli altri. Adesso sarebbe bello e naturale che il padre della Chiesa sgombrasse il campo da pregiudizi che solo in Italia ed in Grecia sussistono ancora in Europa. L’Italia è sempre stata la patria dell’amore e degli amori, questa situazione ha poco a che vedere con la nostra storia. Del resto, chi lo ha detto che ci si debba incontrare con un partner solo per procreazione? Esiste anche la ricreazione, e in questo senso ognuno è libero di ricrearsi con chi vuole. Del resto se limitiamo la nostra scelta a persone del nostro stesso sesso avremo meno possibilità di incontrare un compagno di una serata, di un momento o di una vita. Se invece ci apriamo al mondo omosessuale e trans le nostre possibilità di moltiplicano”.

E se Cecchi Paone si appella alla Chiesa, il presidente dell’I – Ken Carlo Cremona ripone invece le sue speranze nelle massime autorità dello Stato. “Il Papa è autonomo – dice – noi vogliamo un riconoscimento dal Presidente della Repubblica o dal Presidente del Consiglio che si allinei a quanto già avviene nel resto dell’Europa. Non si tratterebbe del resto che di un’attestazione di un comune sentire nazionale, perché gli Italiani anche da questo punto di vista sono avanti, mentre le istituzioni italiane sono ancora indietro”.

Alla serata, animata dal concorso di bellezza maschile valido per l’elezione di Mister Cycas, hanno preso parte anche molti volti noti tra cuilo stilista Gianni Molaro, presidente della giuria del concorso, la soubrettina Lisa Fusco, la direttrice del Napoli Rainbow Choir Carla Conti, docente presso il conservatorio di Santa Cecilia a Roma, la famosa “Tarantina” ovvero l’ultimo “femminiello” napoletano autrice di un apprezzato racconto autobiografico sulla sua “dolce vita” .

“Nonostante il clima politico ed ecclesiastico in questo momento siano più sereni – ha commentato infine Molaro – ed anche se il Papa sia una concreta speranza e che non inveirà contro le unioni omosessuali ritengo che la politica italiana non sia pronta a varare tale democratica e giusta legge . Se le unioni gay si faranno in Italia sarà solo perché imposto dall’Unione Europea. Ecco perché l’Europa unità è la speranza per tutti ed in essa ogni individuale diritto verrà rispettato. La mescolanza di numerose culture come le nazioni europee faranno si di formare la più grande democrazia del mondo. Solo così anche le coppie gay potranno essere riconosciute ed a trionfare non saranno più le tendenze sessuali ma solo l’amore”.

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