Coisp, archiviata l’inchiesta sugli appalti in Polizia


“Inchiesta archiviata, massima correttezza degli Appartenenti alla Polizia di Stato e del Dipartimento – su cui non abbiamo mai nutrito dubbi – appurata, ma tutto non può continuare come se nulla fosse. Questa specifica indagine sugli appalti, come molte altre in precedenza, ha infatti inciso, nelle more di un procedimento lunghissimo ed altamente invasivo, non solo sulle vite e sulle carriere di uomini e donne che hanno da sempre dedicato tutti se stessi allo Stato, ma anche sull’andamento dell’intero Apparato Sicurezza, e di conseguenza sulle sorti di tutti gli altri Appartenenti al Comparto, sull’immagine di quest’ultimo, e sulla stessa funzione svolta dai protagonisti dell’intera vicenda. Si tratta di implicazioni che lo Stato ha il dovere di prevenire e di evitare, a tutela non tanto dei singoli ma, lo ripetiamo da sempre, di ciò che essi incarnano e rappresentano, ruoli e compiti che non possono restare nell’ombra del dubbio per così tanto tempo, perché lo Stato e i cittadini prima ancora che gli stessi indagati hanno bisogno e diritto a che tutto si chiarisca nel modo più breve e lineare possibile, con la sonora condanna di chi calpesta i propri doveri e l’onore della divisa, ma anche con la tutela di chi, pur sottoposto ad accertamenti e investigazioni, dimostra di essere sempre rimasto nell’alveo della legalità, meritano dunque di continuare la sua onorevole strada istituzionale”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, subito dopo aver appreso la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta che aveva coinvolto l’ex Capo della Polizia, Nicola Izzo, del Prefetto Giovanna Iurato, del V. Prefetto Castrese De Rosa e altre persone, nelle indagini sugli appalti per la costruzione del Centro elaborazione dati della Polizia a Napoli. Izzo, dopo il coinvolgimento nell’inchiesta che fu avviata a Napoli, ma poi trasferita a Roma per competenza territoriale, si era dimesso dalla carica di numero 2 della Polizia. In fase di indagini fu emesso anche un provvedimento interdittivo della durata di 60 giorni che comunque era stato in seguito cassato nel merito ma anche sotto il profilo della forma, proprio perchè assunto da un pubblico ministero che non aveva la necessaria competenza territoriale.

“Un’inchiesta che ha coinvolto i vertici o comunque soggetti del massimo calibro del Dipartimento – aggiunge Maccari – ha finito per incidere in maniera assolutamente determinante sugli assetti degli uffici e, considerato che tutto si è concluso con un nulla di fatto, appare ancor più ingiusto e pregiudizievole il fatto che si siano potute compromettere legittime e meritate aspettative in questo modo. Ma per noi non fa molta differenza se il coinvolgimento in un’inchiesta stravolge la vita anche di un Poliziotto delle Volanti piuttosto che di un ufficiale di polizia giudiziaria o di un piantone. La questione è e resta sempre la stessa, la funzione svolta di chi porta la divisa richiede procedimenti di natura diversa che tengano conto di quella stessa funzione e del significato che essa riveste per i cittadini, nonché di tutte le possibili implicazioni che soggetti esterni possono dolosamente perseguire spingendo un Appartenente alle Forze dell’ordine verso ‘il baratro’ delle inchieste giudiziarie. Da sempre ripetiamo, e continuiamo a farlo oggi, che la competenza su queste indagini venga affidata alle Procure Generali, e continuiamo a farlo oggi che ancora una volta un’inchiesta si chiude con la conclamata innocenza di Appartenenti al Sistema Sicurezza oramai, tuttavia, già inesorabilmente schiacciati dal peso gettatogli addosso quando si è messa in discussione la loro capacità di servire il Paese”.

Coisp

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